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Garante privacy: i giganti web oltre democrazia

Garante privacy: i giganti web oltre democrazia

“I giganti di Internet tendono ad occupare, in modo sempre più esclusivo, ogni spazio di intermediazione tra produttori e consumatori, assumendo un potere che si traduce anche in un enorme potere politico. Un potere sottratto a qualunque regola democratica”. Lo ha detto il garante per la Privacy, Antonello Soro, nella Relazione annuale.

“Le rivelazioni di Edward Snowden – ha poi sottolineato il Garante – hanno rilanciato l’esigenza di porre la tutela dei dati a fondamento dello statuto di cittadinanza, perché proteggere i nostri dati significa proteggere la nostra vita e la nostra libertà”. Soro ha aggiunto che “le rivelazioni su Prism hanno dimostrato quanto possa essere rischiosa per la democrazia la combinazione in un unico Paese, ancorché democratico, tra concentrazione dei principali provider e leggi emergenziali contro il terrorismo”.

“Noi abbiamo motivo di ritenere che nei sistemi di interconnessione telematici esistano elementi di vulnerabilità sottostimati – ha aggiunto il Garante -. Si pensi alla recente falla di Heartbleed che ha messo a rischio le informazioni personali di milioni di navigatori e compromesso i servizi Internet utilizzati quotidianamente, dalla posta elettronica ai social network”.

“Siamo perennemente connessi e siamo disposti, spesso inconsapevolmente, a consegnare informazioni in cambio di vantaggi o comodità. Quasi attoniti davanti alla ‘grande fiera delle meraviglie’ dei prodotti digitali”, ha poi detto Antonello Soro, nel corso della Relazione annuale.

FONTE: ANSA.IT

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Yosemite, iOS 8 e tutte le altre novità presentate da Apple al WWDC14

Yosemite, iOS 8 e tutte le altre novità presentate da Apple al WWDC14

Continuità e allineamento dei sistemi operativi e dei suoi dispositivi. Ma anche più attenzioni per la salute. Questa le parole d’ordine di Apple dal palco della World Wide Developers Conference dove ha lanciato Yosemite, la nuove versione del sistema operativo per Mac, e iOS 8, nuova versione del sistema operativo per iPhone e iPad. Ma anche “HealthKit” e la app “Health”, per monitorare e organizzare le informazioni sullo stato di salute e sull’attività  fisica di chi le usa.

Yosemite, che mantiene la tradizione di avere un nome che fa riferimento alla California dove ha sede Apple, graficamente ricorda iOS. A presentarlo è Craig Federighi. Yosemite – scherza – include anche ”un bellissimo nuovo cestino per la spazzatura. Non crederete a quanto tempo abbiamo speso per creare questo cestino”. Per chi non ama i colori scintillanti di iOS, Yosemite ha una modalità “dark mode” che consente di abbassare le tonalità, le icone sono semplificate, ci sono più animazioni e più trasparenze. Federighi ha insistito sulla sicurezza di navigazione del browser Safari e sulle performance, 6,5 volte più veloce dei concorrenti Firefox e Chrome. Safari, inoltre, ha una funzione di ricerca potenziata, raccolta in una “sidebar” ed è ottimizzato per lo streaming video (“due ore in più di autonomia per i portatili quando si vedono i film su Netflix”).

Tra le novità di Yosemite Handoff con cui il Mac diventa anche ‘telefono: sia i messaggi di testo sia le telefonate potranno essere trasferite dall’iPhone al pc, aumentando così la “continuità” fra i dispositivi Apple. Consente anche agli utilizzatori di continuare a lavorare su uno stesso progetto passando da un dispositivo ad un altro. Numeri telefonici presenti sui siti web, o nelle email, potranno essere chiamati direttamente dal Mac ed eventualmente trasferiti al proprio iPhone, o viceversa. Arrivano anche “Maildrop” per le email più pesanti oltre i 5 Gigabite e “iCloud Drive” per conservare i file su vari dispositivi.

Apple lancia anche il sistema operativo iOS 8 per iPhone e iPad. I consumatori – afferma l’amministratore delegato, Tim Cook – sono molto soddisfatti di iOS7, lo sono ”al 97%” e questo si contrappone alla minore soddisfazione dei clienti Android, il sistema di Google, che spesso si trovano con versione vecchie del software. Secondo Cook, sugli 800 milioni di dispostivi mobili Apple attuali, ben l’89% usa iOS7, mentre solo il 9% dell’utenza Android usa l’ultimo sistema operativo, KitKat.

Riguardo “Healthkit” è in grado anche di contattare medici nel caso in cui i dati suggerissero che c’è qualcosa che non va dal punto di vista medico. Fra le novità presentata alla conferenza degli sviluppatori anche “family sharing”, che consente la condivisione di foto, calendari e musica fra i membri della famiglia, ma anche delle app acquistate.

In apertura della WWDC Tim Cook ha ringraziato gli sviluppatori: ”Siamo qui per celebrare la comunità degli sviluppatori e tutte le fantastiche app che creano. Quando si apre un’app, si aprono delle possibilità”. Gli sviluppatori registrati presso Apple sono ora 9 milioni, +47% in un anno. Gli sviluppatori arrivano da 69 paesi, e il più giovane presente ha 13 anni, spiega Cook.

Poi una sorpresa: in collegamento telefonico irrompe sul palco Dr. Dre, il rapper e produttore musicale, co-fondatore insieme a Jimmy Iovine di Beats l’azienda che Apple ha comprato per 3 miliardi di dollari.

FONTE: ANSA.IT

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Social Privacy, come tutelarsi nell’era dei social network

Social Privacy, come tutelarsi nell’era dei social network

Ragazzi che espongono i loro segreti più intimi e le proprie fotografie per gioco o per amore, genitori inesperti della rete, utenti che installano l’app sbagliata allettati dalla parola “gratis”, professionisti che mettono a rischio i loro contatti di lavoro, molestatori e cyberbulli che pensando di essere protetti dall’anonimato colpiscono le persone più deboli. Sono alcune delle tematiche che il Garante per la protezione dei dati personali affronta nella guida “Social Privacy – Come tutelarsi nell’era dei social network“.  L’Autorità analizza i principali fenomeni, problemi e opportunità legate all’uso dei social network e propone consigli e soluzioni che possano aiutare la “generazione 2.0”, utenti alle prime armi, insegnanti e famiglie, esperti e manager.

Nel vademecum sono prese in considerazione le nuove frontiere aperte non solo dai social network tradizionali, ma anche dalle numerose piattaforme di messaggistica sociale istantanea, la cui crescita è andata di pari passo con la rapidissima diffusione di smartphone e di altri strumenti come tablet e phablet, o le cosiddette “tecnologie indossabili” come occhiali e orologi “intelligenti”. Proprio con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza degli utenti e offrire loro ulteriori spunti di riflessione e strumenti di tutela, il Garante ha proposto un decalogo che aiuta ad utilizzare le opportunità offerte dal mondo digitale difendendosi dalla trappole della rete. Particolare attenzione è rivolta a fenomeni come quello delle false identità o come il sexting e il cyberbullismo che rischiano di rovinare la vita di tanti giovani anche minorenni.

Non esistono più barriere – sottolinea il presidente dell’Autorità, Antonello Soro – tra la vita digitale e quella reale: quello che succede online sempre più spesso ha impatto fuori da Internet, nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri. Proprio per questo nel mondo di Internet è necessario non perdere mai di vista il corretto rapporto tra le nuove forme di comunicazione sociale e la tutela della propria e dignità e di quella degli altri”. Il vademecum – Il Garante ha deciso di mantenere la stessa struttura, particolarmente apprezzata dagli utenti, del vademecum del 2009 aggiornandone però completamente i contenuti.

Il testo è suddiviso in quattro capitoli: “Facebook & co”, “Avvisi ai naviganti”, “Ti sei mai chiesto?”, “10 consigli per non rimanere intrappolati”. Chiude il vademecum un agile glossario “Il gergo della rete” che introduce alcuni termini ed espressioni gergali che si incontrano con maggiore frequenza nelle cosiddette reti sociali.

L’opuscolo può essere richiesto in formato cartaceo al Garante per la protezione dei dati personali, piazza di Monte Citorio n. 123 – Roma, o via mail all’indirizzo ufficiostampa@garanteprivacy.it oppure scaricato in formato digitale dal sito dell’Autorità. Il vademecum sarà in distribuzione al Forum Pa in programma dal 27 a 29 maggio a Roma.

FONTE: ANSA.IT

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A scuola con Google Classroom

A scuola con Google Classroom

I lavori di gruppo e i compiti per la scuola non saranno più gli stessi: Google ha pensato agli insegnanti lanciando un nuovo strumento. Si chiama ”Classroom”, al momento è disponibile su invito, e permette di interagire con gli studenti attraverso i servizi Gmail, Docs – per creare documenti – e Drive (la ‘nuvola’ di Google per conservare file sul web). Si potranno creare e condividere gruppi di lavoro e assegnare compiti in maniera tecnologica.

Google Classroom, spiega l’azienda californiana sul suo blog, è uno strumento gratuito che vuole aiutare gli insegnanti ad organizzare i compiti e a comunicare meglio con i propri alunni. Un modo anche per evitare perdite di tempo dovute alla mole di documenti e lavoro ‘cartaceo’ che normalmente un insegnante deve affrontare. La piattaforma integra i servizi offerti da Google Docs, Drive e Gmail e sarà disponibile nel pacchetto di prodotti per la scuola ”Google Apps for Education”.

Sensibile al fattore privacy, Google sottolinea inoltre che – come per gli altri servizi ‘Education’ – su Classroom non ci saranno pubblicità, né i contenuti o i dati degli studenti saranno utilizzati per inserzioni mirate. Il colosso di Mountain View ha già testato la novità in alcune scuole e università e ora apre alle richieste dei docenti per usare Classroom. A settembre lo strumento sarà disponibile – gratuitamente – per tutte le scuole che già utilizzano la suite ”Google Apps for Education”.

FONTE: ANSA.IT

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Arrivano le chiamate du Facebook Messenger

Arrivano le chiamate du Facebook Messenger

Nonostante si sia accaparrato per 19 miliardi di dollari il popolare servizio di chat WhatsApp, Facebook porta le chiamate prima sulla sua app Messenger: con un aggiornamento introduce la possibilità di effettuare chiamate via Internet ai propri contatti, esattamente come Skype e Viber. Il social anticipa così una novità che dovrebbe scattare su WhatsApp entro l’estate. E Twitter non sta a guardare: con un aggiornamento dell’app per i video Vine arrivano i messaggi, anche in video.

L’app Messenger e’ stata lanciata ad agosto 2011, con la possibilità di inviare messaggi in forma di testo e voce agli altri utenti del social network. Proponendosi, in pratica, come un sostituto di WhatsApp. Poi, a marzo dello scorso anno Facebook aveva iniziato con Messenger un test di chiamate VoIP, cioè via Internet, in alcuni paesi tra cui l’Italia. Da oggi, con l’aggiornamento dell’app le chiamate sono ancora più semplici: basta aprire la chat con un proprio amico per vedere in alto a destra l’icona della cornetta subito affianco a quella della scheda contatto. Dimostrando così, nonostante la mega-acquisizione di WhatsApp di voler comunque far crescere la sua app di messaggistica e presidiare sempre più il settore ‘mobile’ e tlc.

Anche Twitter, dal canto suo non sta con le mani in mano. Aggiornando l’app Vine che serve per condividere sulla piattaforma dei filmati-lampo di sei secondi, il microblog ha aggiunto anche Vine Messages, ovvero la possibilità di inviare messaggi sia testuali sia in formato video.

FONTE: ANSA.IT

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Garante privacy multa Google per 1 milione per Street View

Garante privacy multa Google per 1 milione per Street View

Google ha pagato una sanzione di 1 milione di euro applicata dal Garante privacy per il servizio Street View. I fatti contestati risalgono al 2010 quando le “Google Cars” percorrevano le strade italiane senza essere perfettamente riconoscibili e non consentendo alle persone di decidere se sottrarsi o meno alla “cattura” delle immagini.

Numerose – ricorda una nota del Garante – erano state le segnalazioni all’Autorità da parte di persone che non desideravano comparire nelle foto pubblicate online (che, peraltro, permangono in rete per un tempo considerevole e possono essere ingrandite). Il Garante aveva prescritto alla società di Mountain View di rendere le “Google cars” facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, di pubblicare sul proprio sito web, tre giorni prima dell’inizio delle riprese, le località visitate dalle vetture di Street View, stabilendo che per le grandi città è necessario indicare i quartieri in cui circolano le vetture. Analogo avviso deve essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso attraverso un’emittente radiofonica locale per ogni regione visitata.

Le misure – ricorda ancora l’Autorità – sono state tempestivamente adottate da Google. A conclusione dell’intero procedimento sanzionatorio il Garante ha deciso di applicare, anche in relazione al fatto che i dati raccolti illecitamente erano destinati a confluire all’interno di una grande banca dati di particolare rilevanza, quale è sicuramente quella gestita da Google nell’ambito del servizio Street View, la sanzione nella cifra complessiva di un milione di euro, pagata qualche settimana fa da Google. Proprio tenendo conto del fatto di trovarsi di fronte a una società che, nell’anno 2012, ha registrato un fatturato consolidato pari a oltre 50 miliardi di dollari, il Garante ha deciso di avvalersi della norma del Codice privacy che mira a rendere effettive le sanzioni quando sono dirette a soggetti di notevoli dimensioni economiche.

FONTE: ANSA.IT

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Usa: pronti a passo indietro sul web

Usa: pronti a passo indietro sul web

Il governo Usa ha annunciato di essere pronto ad abbandonare entro il 2015 il suo ruolo centrale nell’assegnazione di nomi e domini Internet, a favore di una governance globale del web. Un passo indietro che rappresenta una svolta storica richiesta dall’Ue, ma anche la risposta di Obama alla crescente preoccupazione dopo il Datagate. “Tutte le parti interessate meritano di aver voce in capitolo allo stesso modo nella gestione e nella governance di questa risorsa globale”, ha commentato l’Icann.

FONTE: ANSA.IT

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Google sfida Apple, primo store a Ny

Google sfida Apple, primo store a Ny

Google si prepara ad aprire il suo primo store a New York. Secondo indiscrezioni, il gigante di Mountain View avrebbe adocchiato uno spazio di circa 800 metri quadri su Greene Street, nel cuore di SoHo, proprio dove si trova uno degli Apple Store della città. Google finora per mostrare i suoi prodotti ha aperto solo dei negozi Android chiamati Androidland in Australia, Indonesia e India, mentre a Londra esiste Chromezone, il primo store a vendere il portatile Chromebook.

FONTE: ANSA.IT

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Nokia Treasure Tag: basta oggetti smarriti

Nokia Treasure Tag: basta oggetti smarriti

A tutti e’ capitato, nella frenesia quotidiana, di dimenticare a casa, o in macchina, un oggetto importante, con Nokia Treasure Tag questo non accadra’ piu’.
Applicato a chiavi, borse o persino al portafoglio, Nokia Treasure Tag e il Nokia Lumia associato emettono un avviso sonoro nel momento in cui i due dispositivi vengono separati.
Collegare i dispositivi e’ semplice, sia che si utilizzi la connessione NFC o si ricerchi il Tag attraverso le impostazioni Bluetooth* del proprio smartphone o grazie all’app Treasure Tag disponibile sul Windows Phone Store.

Per semplificare l’operazione, la prima volta che il tag viene collegato al Lumia comparira’ automaticamente la richiesta di download. Se una mattina si esce di casa senza uno dei due, entrambi emetteranno un forte segnale acustico. Nel caso in cui l’oggetto smarrito, collegato al Nokia Treasure Tag, sia abbastanza vicino si sentira’ il segnale acustico, nel caso in cui invece questo sia molto lontano sara’ possibile rintracciarlo grazie alle mappe HERE e localizzarlo cosi’ in pochi attimi. E’ possibile collegare al proprio Nokia Lumia fino a quattro diversi Tag contemporaneamente e assegnare a ciascuno un’icona, scegliendo tra quelle gia’ presenti nell’app o personalizzandola con una foto scattata con il proprio device. I diversi Tag possono essere aggiunti alla schermata iniziale come Live Tile, avranno un colore identificativo relativo al Tag assegnato e saranno aggiornati in base all’ultima posizione rilevata. In questo modo bastera’ un click per ritrovare cio’ che si cerca.

Qualora si decidesse di lasciare a casa la borsa (con il Tag), bastera’ tenere premuta a lungo l’icona per disattivarlo, oppure si potra’ rendere l’avviso silenzioso o ancora attivare la modalita’ sleep dall’applicazione Nokia Treasure Tag.
La batteria e’ del tipo standard “coin cell” (CR-2032), con durata fino a sei mesi, ed e’ situata sul retro del Tag e puo’ essere sostituita. Nokia Treasure Tag e’ un accessorio pratico e discreto, e le sue dimensioni e peso (30 x 30 x 10 mm e 13grammi) lo rendono piu’ leggero di un comune portachiavi. Il Tag sara’ disponibile in quattro diversi colori (ciano, giallo, bianco e nero) a un prezzo di vendita consigliato di 24,90 Euro. L’inizio della distribuzione e’ previsto per aprile.
Nokia Treasure Tag potra’ essere utilizzato sui dispositivi Lumia con aggiornamento Lumia Black. Saranno inoltre disponibili applicazioni di terze parti per renderlo compatibile con i sistemi Android e iOS.

FONTE: AGI.IT

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Milano su Facebook? No, c’è solo Quarto Oggiaro, Quartiere Gallaratese, Boffalora o Bovisa

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Articolo molto interessante su chi non riesce a spiegarsi come mai è così difficile localizzarsi a Milano…

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FONTE: seigradi.corriere.it

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