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I 9 algoritmi alla base dell’informatica moderna

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In un testo divulgativo, adatto anche ai non esperti, John MacCormick, professore del Dickinson College, illustra alcuni degli algoritmi che hanno posto le basi dell’attuale ICT: l’indicizzazione dei motori di ricerca, il PageRank di Google, la crittografia a chiave asimmetrica, la compressione dei dati, le query nei database e molto altro.

E’ una lettura consigliata per chi vuole comprendere più a fondo i segreti dell’informatica e soprattutto per chi continua a ritenere l’informatica una materia puramente tecnica solo perché ne ignora il modello scientifico, le chiavi di ragionamento.

 

 

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Codice libero

Codice libero

Chi fosse interessato ad approfondire il tema del free software (free as in freedom, come chiarisce il sottotitolo), può scaricare gratuitamente sulla piattaforma di Amazon italiana l’e-book di Sam Williams “Codice Libero”, disponibile anche a pagamento in edizione cartacea.

L’autore, che ha lungamente intervistato Richard Stallman, attivista statunitense, ispiratore del progetto GNU (http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_GNU), ne approfondisce la biografia e, riportando una lunga serie di aneddoti che ne trasmettono il genio e la sregolatezza, permette al lettore di comprendere il pensiero etico/filosofico che sta alla base del movimento del software libero.

 

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Google sfida i droni di Amazon con i robot

Google sfida i droni di Amazon con i robot

Se Amazon consegnera’ pacchi postali con i droni, Google promette di fare ancora di meglio: costruira’ robot capaci di salire a bordo di una delle sue vetture senza pilota per sostituire i postini nelle consegne.

L’uomo dietro il nuovo progetto del colosso del web e’ Andy Rubin, fondatore di Android. Rubin negli ultimi sei mesi ha acquistato in gran segreto sette start-up che si occupano di robotica. Tra queste, la giapponese Schaft, formata da un team di scienziati della Tokyo University.

FONTE: ANSA

 

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Ecco Yota, lo smartphone russo

Ecco Yota, lo smartphone russo

Lo smartphone russo sbarca in Europa con vendite al via in Russia, Austria, Francia, Spagna e Germania, non ancora in Italia. La particolarità sta soprattutto nell’essere ‘double face’: ha un doppio schermo di cui quello posteriore utilizza tecnologia e-ink, l’inchiostro elettronico usato su lettori come il Kindle, utile anche per risparmiare batteria. Lo YotaPhone è basato su Android, il display principale è Lcd, costa 499 euro, entro marzo 2014 dovrebbe sbarcare in altri 20 Paesi.

FONTE: ANSA

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Amazon Prime Air: consegne con droni in 30 minuti

Amazon Prime Air: consegne con droni in 30 minuti

Un mini-drone per consegnare i pacchi a casa nel giro di 30 minuti. Lo annuncia Bezos in tv. Video sul sito mostra sperimentazione dall’ordine. E’ il progetto al quale sta lavorando Amazon, il colosso americano delle vendite online. “Amazon Prime Air” è stato annunciato dal fondatore, Jeff Bezos, in una intervista tv. Sul sito della società è stato postato un video che mostra una sperimentazione, con un mini-elicottero radiocomandato che scarica un pacco nel giardino di una casa. Per Bezos il progetto potrebbe essere operativo in 4-5 anni.

FONTE: ANSA

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PMI Italiane: solo il 56% scommette sul business via web

PMI Italiane: solo il 56% scommette sul business via web

Secondo un’indagine DOXA-GROUPON le aziende che utilizzano strumenti di marketing diventano più competitive sul mercato.

È quanto emerge da uno studio indipendente condotto dall’Istituto Doxa che esamina il coinvolgimento in rete di 900 PMI italiane, operanti nei settori Ristorazione, Beauty/Wellness e Travel, e suddivise per aree geografiche, volto ad individuare l’attuale impatto di Internet sulle strategie di marketing usate per promuovere la propria attività commerciale.

La ricerca è stata condotta su un campione formato per il 50% da aziende italiane che hanno utilizzato Groupon almeno una volta negli ultimi 12 mesi (PMI Partner di Groupon), e dal restante 50% di PMI italiane che non hanno mai collaborato con Groupon (PMI).
Ecco le differenze principali che emergono:

  • Struttura dell’azienda: il 56% delle PMI è per lo più di piccole dimensioni (da 1 a 3 dipendenti), il 63% delle PMI Partner Groupon, invece, ha medie dimensioni (da 4 a 50 dipendenti) .
  • Coinvolgimento in rete e grado di digitalizzazione: solo il 63% delle PMI ha un sito web (89% Travel, 58% Ristorazione, 41% Beauty), contro il 100% delle PMI Partner di Groupon che ha un sito web.
  • La percezione delle attività di marketing online: il 55% delle PMI ha un giudizio negativo dei digital tool (“Non siano affatto importanti per la strategia del mio business”). Mentre il 92% delle PMI Partner di Groupon, ha un giudizio positivo (“Gli strumenti digitali sono la forma di pubblicità più efficace sul mercato”).
  • Il ruolo delle attività di marketing online: le PMI hanno un’ottica focalizzata sul consumatore (“Le attività promozionali servono ai clienti per scegliere l’acquisto più economico”) al contrario delle PMI Partner di Groupon che sono più concentrate sul business (“Gli strumenti digital garantiscano un ROI quantificabile e una soluzione per far fronte alla crisi”).
  • I vantaggi per le imprese nell’utilizzo degli strumenti online: con un approccio poco consapevole, l’85% delle PMI crede che il vantaggio degli strumenti online sia una questione di immagine. Per le PMI Partner di Groupon, più strategiche, è invece una questione di business (89%: gli strumenti online permettono di ottenere nuovi clienti; l’83%: accrescono la brand awareness, il 76% permettono di offrire nuovi prodotti e servizi, 73% permettono di diventare più competitivi sul mercato).
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Il fenomeno Bitcoin

Il fenomeno Bitcoin

Negli ultimi giorni abbiamo sentito parlare sempre più del “fenomeno Bitcoin”, ovvero della sua poderosa scalata che le ha permesso di raggiungere il valore di oltre 1000 Dollari (il doppio rispetto alla settimana scorsa e 80 volte superiore al prezzo di inizio anno).

Una crescita esponenziale del 500 per cento che potrebbe però anche nascondere adesso il rischio di una bolla autodistruttiva. Di fatto con transazioni che si svolgono in 192 paesi e 4014 città durante l’arco delle 24 ore,”Bitcoin” da provocazione sta diventando senza ombra di dubbio il fenomeno dell’anno per consumatori e speculatori. Il sistema di scambio e di pagamento senza controlli di stato o della banca centrale, per il momento si basa solo sulla fiducia totale e reciproca tra le parti ai due estremi della transazione online.

Un’audizione che si è tenuta al Senato Usa qualche giorno fa ha mostrato come le autorità vogliano affrontare la crescita sia del Bitcoin sia delle valute virtuali riconoscendole nel panorama finanziario.

Ma come funziona Bitcoin?

A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale. Esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola.

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Un provider può essere obbligato a bloccare dei siti che offrono materiale protetto da copyright

Un provider può essere obbligato a bloccare dei siti che offrono materiale protetto da copyright

Svolta nelle norme per la protezione del diritto d’autore. I provider che hanno sede fuori dall’Ue, in quanto “intermediari”, saranno perseguibili nel caso in cui offriranno dei siti con contenuti protetti da copyright. Un internet provider può essere così obbligato a bloccare ai suoi clienti l’accesso ad un sito internet che viola il diritto d’autore: è quanto afferma l’avvocato generale Cruz Villalon nelle conclusioni della causa tra l’internet provider austriaco UPC Telekabel Wien e società Constantin Film Verleih e Wega Filmproduktionsgesellschaft.

Le conclusioni dell’avvocato generale in genere sono riprese nelle sentenze dei giudici Ue. In base al diritto dell’Unione, spiega l’avvocato generale, gli Stati membri devono assicurare che i titolari dei diritti d’autore possano chiedere un provvedimento inibitorio nei confronti di intermediari i cui servizi siano utilizzati da un terzo per violare i loro diritti. I fornitori di accesso a internet (gli internet provider) vanno considerati come intermediari. Nella prassi i gestori di un sito internet illegale o tali internet provider di siti online operano di frequente al di fuori dei confini europei oppure occultano la loro identità, così da non poter essere perseguiti. La suprema Corte austriaca «ha chiesto quindi alla Corte se anche il provider, che si limiti a procurare agli utenti l’accesso a internet di un sito internet illegale, debba essere considerato un intermediario da prendere in considerazione nel caso in cui i suoi servizi siano utilizzati da un terzo – quale il gestore di un sito internet illegittimo – per la violazione di un diritto d’autore, di modo che anch’esso possa essere assoggettato ad un provvedimento inibitorio».

Su domanda della Constantin Film e della Wega i giudici dei precedenti gradi di giudizio hanno proibito all’UPC di fornire un accesso ai suoi clienti al sito internet kino.to. Tale sito internet permette agli utenti l’accesso a film i cui diritti ricadono nella titolarità della Constantin e della Wega, che possono essere visti in streaming oppure scaricati. L’UPC non ha alcun rapporto giuridico con i gestori del sito internet e non metteva a loro disposizione nè un accesso a internet nè uno spazio per la memorizzazione. Secondo la suprema Corte austriaca, si può però ritenere con quasi assoluta certezza che alcuni clienti dell’UPC abbiano fruito dell’offerta di kino.to. Perciò l’avvocato è del parere che anche l’internet provider dell’utente di un sito internet che viola il diritto d’autore debba essere considerato come un intermediario i cui servizi sono utilizzati da un terzo per violare il diritto d’autore e di conseguenza deve essere preso in considerazione quale destinatario del provvedimento inibitorio.

FONTE: IL MESSAGGERO

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Il futuro della ricarica dei veicoli elettrici è il tombino wireless

Il futuro della ricarica dei veicoli elettrici è il tombino wireless

Hevo Power ha ideato recentemente un sistema di ricarica senza fili per le auto elettriche eliminando i problemi legati all’ingombro e alla difficoltà materiale legata a queste operazioni.

In buona sostanza, per effettuare la ricarica sarà necessario solamente parcheggiare la macchina sopra uno speciale tombino che caricherà le batterie attraverso il principio della risonanza magnetica.

A completare il sistema ci sarà poi un’app per smartphone che permetterà ai possessori di veicoli elettrici di parcheggiare esattamente al di sopra della stazione di ricarica.

HEVO Power from HEVO Power on Vimeo.

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Nuove opportunità di lavoro: oltre 550 assunzioni nel settore e-commerce

Nuove opportunità di lavoro: oltre 550 assunzioni nel settore e-commerce

“Con vite sempre più frenetiche e il calo dei consumi nei negozi anche a causa della crisi economica, gli italiani cercano sempre più spesso una consolazione negli acquisti on-line.

Secondo l’osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano-Netcomm, il mercato italiano è cresciuto quest’anno del 18% e solo il mobile commerce è salito del 255% (10% delle vendite online in Italia).

Si espandono così anche i principali siti e aumentano il loro personale.

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