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eBay si separa da PayPal

eBay si separa da PayPal

eBay si ‘separa’ da PayPal, decidendo lo spin off della sua società di pagamenti. Ebay e PayPal saranno due società indipendenti dal 2015. La decisione è un’inversione di tendenza rispetto a quanto dichiarato nei mesi scorsi dall’amministratore delegato, John Donahoe, che aveva definito un possibile spin off ”non una buona idea”. La mossa sembra mostrare come Donahoe abbia ceduto alle pressione dell’azionista Carl Icahn, che ha acquistato una quota nella società nei mesi scorsi.

Lo spin off di PayPal sembra anche rispondere alla sfida lanciata da Apple con il sistema di pagamenti ApplePay e all’ingresso di Alibaba. L’attuale presidente di eBay Marketplaces, Devin Wenig, sara’ l’amministratore delegato della nuova eBay, mentre il manager di American Express Dan Schulman guidera’ la nuova PayPal. ”Il panorama dell’industria sta cambiando e ogni attivita’ si trova ad affrontare sfide e opportunita’ diverse” afferma Donahoe, che seguira’ lo spin off.

Lo spin off mettera’ eBay e PayPal in posizioni migliori per competere. ”Per piu’ di un decennio eBay e PayPal – mette in evidenza Donahoe – hanno beneficiato dell’essere parte una dell’altra, creando valore per gli azionisti. Ma una revisione strategica con il nostro consiglio di amministrazione mostra come mantenere eBay e PayPal insieme al di la’ del 2015 sia meno vantaggioso dal punto di vista strategico e competitivo”.

FONTE: ANSA.IT

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Processo civile telematico, avvio in salita

Da AVVENIRE.IT 29/7/2014 –   – Non ci voleva un mago per capire che l’avvio del processo civile telematico non sarebbe stata una passeggiata: bastava essere entrati in una cancelleria di un tribunale per rendersi conto che, aldilà delle buone intenzioni, la carrozzeria della macchina della giustizia italiana non è all’altezza del nuovo motore. Il 30 giugno scorso è entrato ufficialmente in vigore il Processo Civile Telematico (PCT), cioè la smaterializzazione dei fascicoli delle cause civili, sostituiti da “files”. Ogni nuova causa dovrà essere obbligatoriamente iscritta a ruolo telematicamente, mediante la creazione di un fascicolo “virtuale” nel quale andranno via via a confluire tutti i vari atti del procedimento: verbali, memorie, consulenze tecniche, provvedimenti del giudice e così via sino alla sentenza. Ne discende che dalle cancellerie dovrebbero scomparire i fascicoli cartacei, in quanto gli atti e i provvedimenti telematici non dovrebbero più essere stampati. Le domande da porsi, a fronte delle indubbie potenzialità dell’innovazione sono: siamo pronti? abbiamo le strutture informatiche adatte? i software utilizzati sono sicuri? Per quanto riguarda il Tribunale di Milano, capofila dell’utilizzo del sistema, il processo telematico era già partito in via “facoltativa” da tempo, ma l’introduzione dell’obbligo sta facendo emergere una serie non irrilevante di problemi. Per creare questo fascicolo virtuale viene infatti utilizzato un software, denominato “Consolle”, messo a disposizione – con specifiche diverse – di avvocati e magistrati; spesso però si verificano problemi di accesso: non si riesce a consultare i registri di cancelleria di tutti i Tribunali collegati; con cadenza periodica il sistema viene totalmente bloccato per gli aggiornamenti, ma non nelle medesime giornate per ogni Tribunale e non sempre gli interventi programmati rispettano i tempi previsti; il software si blocca in caso di aggiornamenti della piattaforma JAVA, con la necessità di disinstallare e reinstallare la versione di Java più aggiornata e di “riscaricare” Consolle; se la smart card necessaria all’accesso scade, si rompe o si smagnetizza bisogna attendere giorni per la sostituzione; per non parlare degli eventi straordinari (il fulmine che manda in corto circuito il server, ad esempio: è già successo). Oltre a questi problemi di natura strettamente tecnica ce ne sono altri legati alla disponibilità di mezzi: non tutti i magistrati “togati” sono in possesso di un proprio pc ma devono condividerlo con i colleghi e quindi non sono in grado di leggere i file a video, ma devono necessariamente averne copia cartacea, e quindi ecco già nata la prassi della “copia di cortesia” da depositare in cancelleria a soccorso del giudice. Non parliamo poi dei magistrati onorari, che nei principali Tribunali italiani svolgono una importantissima parte del lavoro, per i quali non esiste nessun applicativo dedicato e che spesso non hanno a disposizione nemmeno una stanza propria, figuriamoci un pc. D’altro canto, che questo sistema non sia stato adottato in nessun altro Paese europeo, neppure in quelli più avanzati dal punto di vista tecnologico e con un minor numero di cause civili e che in altri paesi (alcuni Stati americani) sia stato introdotto e poi abbandonato, dovrebbe far riflettere sia sulle difficoltà di utilizzo e sia su un altro aspetto: quello della sicurezza dei dati e al pericolo di attacchi da parte di hackers. Come ciliegina sulla torta, dallo scorso 6 giugno è scattato l’obbligo della fatturazione elettronica per i fornitori di beni e servizi alle Pubbliche amministrazioni, compreso il settore della Giustizia. Da quella data, consulenti tecnici, periti, interpreti, società che si occupano di trascrizione, avvocati (per il patrocinio a spese dello Stato e le difese d’ufficio) devono obbligatoriamente presentare una fattura elettronica che prevede un’ingarbugliata procedura; peccato che a distanza di quasi due mesi dall’introduzione dell’obbligo il Ministero non abbia ancora creato il “canale” attraverso il quale inviare le fatture. E i pagamenti rimangono virtuali come le fatture. Ettore Cappetti

Fonte http://www.associazionenazionaleavvocatiitaliani.it/?p=25397

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Google, nel 2015 arriverà il tablet 3D

Google, nel 2015 arriverà il tablet 3D

Il tablet con sensori 3D di Google, figlio di “Project Tango”, arriverà sul mercato nel 2015 e sarà realizzato in collaborazione col produttore sudcoreano LG.
L’annuncio è arrivato dal colosso di Mountain View nel secondo giorno della conferenza per gli sviluppatori di San Francisco.
Svelato a febbraio, “Tango” è il progetto di Google volto a realizzare smartphone e tablet con sensori 3D in grado di creare mappe tridimensionali dell’ambiente circostante e diventare potenziale strumento per applicazioni di realtà aumentata e ludiche. L’obiettivo di Google, come annunciato durante una sessione della conferenza per gli sviluppatori appena chiusa in California e riportato da The Verge, è di portare una prima versione del tablet ai consumatori all’inizio del prossimo anno.
I sensori dei dispositivi “Tango” sarebbero in grado di raccogliere oltre 250mila rilevazioni tridimensionali al secondo e aggiornare la propria posizione in tempo reale. Fra le possibili applicazioni, oltre ai giochi anche la ”navigazione indoor”, ovvero la possibilità di prendere le misure di luoghi e spazi interni per muoversi meglio, anche ad uso di persone con disabilità visiva.

FONTE: ANSA.IT

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In Italia il primo bancomat Bitcoin

In Italia il primo bancomat Bitcoin

E’ attivo in Italia il primo sportello ‘bancomat’ Bitcoin. Fare operazioni con la moneta virtuale è possibile a Roma, presso Luiss Enlabs – La Fabbrica delle Startup, in occasione della quarta edizione del ”No Cash Day”. Il Robocoin Kiosk è l’unico Atm Bitcoin, ossia il primo sistema che permette di acquistare ‘in automatico’ la moneta virtuale, ad essere bidirezionale.
L’operazione di accensione, rende noto Luiss Enlabs, è stata eseguita da Jordan Kelley, amministratore delegato della società e da Federico Pecoraro, l’imprenditore che ha importato sul mercato nazionale la novità americana e che è il primo al mondo ad averne acquistate due unità. Il dispositivo è un vero e proprio ‘bancomat’ Bitcoin che permette di acquistare o vendere la moneta virtuale in modo legale attraverso un schermo touch grazie a Bitstamp, una delle più grandi piattaforme mondiali di compra-vendita di criptovalute.
Il livello di sicurezza, si legge nella nota, ”è altissimo grazie anche alla scansione palmare, del codice fiscale, di un documento di identità e di una foto”. Alto 193 centimetri e largo 91, pesante oltre 5 quintali, il Robocoin Kiosk utilizza la tecnologia di identificazione biometrica basata sul sistema di riconoscimento vascolare del palmo della mano.
Sportelli di questo tipo sono presenti finora su quattro continenti per un totale di 50 unità: sette sono negli Stati Uniti e poi in Estremo Oriente, in Europa e Australia.

FONTE: ANSA.IT

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Boom app messaggi, superano utenti social

Boom app messaggi, superano utenti social

La maxi spesa di 19 miliardi di dollari per WhatsApp di Facebook non è certo stata casuale: il mercato delle applicazioni per mandare messaggi dagli smartphone è in pieno ‘boom’. La tendenza è evidenziata da una ricerca di Business Insider secondo la quale in un anno il settore è esploso e punta a prevaricare perfino i social network, segnando un +148% e una crescita di 900 milioni di utenti. WhatsApp ha staccato i concorrenti da tempo.
I dati, che si riferiscono all’arco temporale marzo 2013-marzo 2014, indicano che il fenomeno dei ‘messaggini’ è letteralmente esploso. Le maggiori sette piattaforme, fra cui oltre a WhatsApp ci sono Line, WeChat e Facebook Messenger, sono cresciute del 148% con l’aggiunta di quasi un miliardo di utenti. WhatsApp tra l’altro ha staccato tutte le altre a metà 2013 senza mai fermarsi: a febbraio di quest’anno contava già 100 milioni di utenti attivi al mese in più rispetto al suo principale concorrente, la cinese WeChat. Facebook Messenger invece è ancora in tono minore rispetto alle prime tre piattaforme, nonostante il miliardo e passa di utenti del social network in blu. Il fenomeno Snapchat invece è enorme: l’app che si concentra su foto e video ‘usa e getta’ – e che di recente ha aggiunto la funzione per la videochat vera e propria – sta rivaleggiando apertamente con Tango, altra app di messaggi e chiamate vocali. L’uso di WhatsApp, Line, WeChat e Facebook Messenger a breve supererà quello dei social network in termini di utenti, secondo le stime di Business Insider. Forse già entro quest’anno se il trend di crescita continua alla velocità attuale.

FONTE: ANSA.IT

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Path, in arrivo messaggi che si autodistruggono dopo 24 ore

Path, in arrivo messaggi che si autodistruggono dopo 24 ore

Segretezza e privacy sono il binomio che gli attuali social network e servizi di comunicazione personale mettono al top delle priorità, anche alla luce del Datagate. Il social Path con il prossimo aggiornamento della sua applicazione consentirà ai suoi 10 milioni di utenti di mandare messaggi che si ‘autodistruggono’ dopo 24 ore. Inseguendo il meccanismo di chat ”usa e getta” reso popolare da Snapchat. La novità sarà disponibile dall’11 giugno.

Tutti i nuovi messaggi, spiega una nota di Path, a partire da mercoledì saranno automaticamente rimossi dai server del servizio dopo 24 ore dal momento dell’invio, compresi i vecchi messaggi. Tutte le comunicazioni archiviate saranno invece conservate sul proprio dispositivo finché l’utente non eseguirà un ‘log out’, disinstallerà o aggiornerà l’applicazione alla nuova versione. Un trend che dopo Snapchat molte piattaforme stanno seguendo. Perfino Apple ha annunciato che tra le novità del nuovo sistema operativo iOS8 c’è l’opzione di messaggi che si ”autodistruggono”.

Path, oltre 10 milioni di utenti, si è proposto fin dall’inizio come un social network ‘privato’, per amici e familiari ‘reali’ e ristretti. Non a caso consente di avere nella propria cerchia di contatti al massimo 150 persone. Un limite che, visto questo aggiornamento sulla privacy, forse potrebbe venir meno nel prossimo futuro.

FONTE: ANSA.IT

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Garante privacy: i giganti web oltre democrazia

Garante privacy: i giganti web oltre democrazia

“I giganti di Internet tendono ad occupare, in modo sempre più esclusivo, ogni spazio di intermediazione tra produttori e consumatori, assumendo un potere che si traduce anche in un enorme potere politico. Un potere sottratto a qualunque regola democratica”. Lo ha detto il garante per la Privacy, Antonello Soro, nella Relazione annuale.

“Le rivelazioni di Edward Snowden – ha poi sottolineato il Garante – hanno rilanciato l’esigenza di porre la tutela dei dati a fondamento dello statuto di cittadinanza, perché proteggere i nostri dati significa proteggere la nostra vita e la nostra libertà”. Soro ha aggiunto che “le rivelazioni su Prism hanno dimostrato quanto possa essere rischiosa per la democrazia la combinazione in un unico Paese, ancorché democratico, tra concentrazione dei principali provider e leggi emergenziali contro il terrorismo”.

“Noi abbiamo motivo di ritenere che nei sistemi di interconnessione telematici esistano elementi di vulnerabilità sottostimati – ha aggiunto il Garante -. Si pensi alla recente falla di Heartbleed che ha messo a rischio le informazioni personali di milioni di navigatori e compromesso i servizi Internet utilizzati quotidianamente, dalla posta elettronica ai social network”.

“Siamo perennemente connessi e siamo disposti, spesso inconsapevolmente, a consegnare informazioni in cambio di vantaggi o comodità. Quasi attoniti davanti alla ‘grande fiera delle meraviglie’ dei prodotti digitali”, ha poi detto Antonello Soro, nel corso della Relazione annuale.

FONTE: ANSA.IT

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Yosemite, iOS 8 e tutte le altre novità presentate da Apple al WWDC14

Yosemite, iOS 8 e tutte le altre novità presentate da Apple al WWDC14

Continuità e allineamento dei sistemi operativi e dei suoi dispositivi. Ma anche più attenzioni per la salute. Questa le parole d’ordine di Apple dal palco della World Wide Developers Conference dove ha lanciato Yosemite, la nuove versione del sistema operativo per Mac, e iOS 8, nuova versione del sistema operativo per iPhone e iPad. Ma anche “HealthKit” e la app “Health”, per monitorare e organizzare le informazioni sullo stato di salute e sull’attività  fisica di chi le usa.

Yosemite, che mantiene la tradizione di avere un nome che fa riferimento alla California dove ha sede Apple, graficamente ricorda iOS. A presentarlo è Craig Federighi. Yosemite – scherza – include anche ”un bellissimo nuovo cestino per la spazzatura. Non crederete a quanto tempo abbiamo speso per creare questo cestino”. Per chi non ama i colori scintillanti di iOS, Yosemite ha una modalità “dark mode” che consente di abbassare le tonalità, le icone sono semplificate, ci sono più animazioni e più trasparenze. Federighi ha insistito sulla sicurezza di navigazione del browser Safari e sulle performance, 6,5 volte più veloce dei concorrenti Firefox e Chrome. Safari, inoltre, ha una funzione di ricerca potenziata, raccolta in una “sidebar” ed è ottimizzato per lo streaming video (“due ore in più di autonomia per i portatili quando si vedono i film su Netflix”).

Tra le novità di Yosemite Handoff con cui il Mac diventa anche ‘telefono: sia i messaggi di testo sia le telefonate potranno essere trasferite dall’iPhone al pc, aumentando così la “continuità” fra i dispositivi Apple. Consente anche agli utilizzatori di continuare a lavorare su uno stesso progetto passando da un dispositivo ad un altro. Numeri telefonici presenti sui siti web, o nelle email, potranno essere chiamati direttamente dal Mac ed eventualmente trasferiti al proprio iPhone, o viceversa. Arrivano anche “Maildrop” per le email più pesanti oltre i 5 Gigabite e “iCloud Drive” per conservare i file su vari dispositivi.

Apple lancia anche il sistema operativo iOS 8 per iPhone e iPad. I consumatori – afferma l’amministratore delegato, Tim Cook – sono molto soddisfatti di iOS7, lo sono ”al 97%” e questo si contrappone alla minore soddisfazione dei clienti Android, il sistema di Google, che spesso si trovano con versione vecchie del software. Secondo Cook, sugli 800 milioni di dispostivi mobili Apple attuali, ben l’89% usa iOS7, mentre solo il 9% dell’utenza Android usa l’ultimo sistema operativo, KitKat.

Riguardo “Healthkit” è in grado anche di contattare medici nel caso in cui i dati suggerissero che c’è qualcosa che non va dal punto di vista medico. Fra le novità presentata alla conferenza degli sviluppatori anche “family sharing”, che consente la condivisione di foto, calendari e musica fra i membri della famiglia, ma anche delle app acquistate.

In apertura della WWDC Tim Cook ha ringraziato gli sviluppatori: ”Siamo qui per celebrare la comunità degli sviluppatori e tutte le fantastiche app che creano. Quando si apre un’app, si aprono delle possibilità”. Gli sviluppatori registrati presso Apple sono ora 9 milioni, +47% in un anno. Gli sviluppatori arrivano da 69 paesi, e il più giovane presente ha 13 anni, spiega Cook.

Poi una sorpresa: in collegamento telefonico irrompe sul palco Dr. Dre, il rapper e produttore musicale, co-fondatore insieme a Jimmy Iovine di Beats l’azienda che Apple ha comprato per 3 miliardi di dollari.

FONTE: ANSA.IT

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Social Privacy, come tutelarsi nell’era dei social network

Social Privacy, come tutelarsi nell’era dei social network

Ragazzi che espongono i loro segreti più intimi e le proprie fotografie per gioco o per amore, genitori inesperti della rete, utenti che installano l’app sbagliata allettati dalla parola “gratis”, professionisti che mettono a rischio i loro contatti di lavoro, molestatori e cyberbulli che pensando di essere protetti dall’anonimato colpiscono le persone più deboli. Sono alcune delle tematiche che il Garante per la protezione dei dati personali affronta nella guida “Social Privacy – Come tutelarsi nell’era dei social network“.  L’Autorità analizza i principali fenomeni, problemi e opportunità legate all’uso dei social network e propone consigli e soluzioni che possano aiutare la “generazione 2.0”, utenti alle prime armi, insegnanti e famiglie, esperti e manager.

Nel vademecum sono prese in considerazione le nuove frontiere aperte non solo dai social network tradizionali, ma anche dalle numerose piattaforme di messaggistica sociale istantanea, la cui crescita è andata di pari passo con la rapidissima diffusione di smartphone e di altri strumenti come tablet e phablet, o le cosiddette “tecnologie indossabili” come occhiali e orologi “intelligenti”. Proprio con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza degli utenti e offrire loro ulteriori spunti di riflessione e strumenti di tutela, il Garante ha proposto un decalogo che aiuta ad utilizzare le opportunità offerte dal mondo digitale difendendosi dalla trappole della rete. Particolare attenzione è rivolta a fenomeni come quello delle false identità o come il sexting e il cyberbullismo che rischiano di rovinare la vita di tanti giovani anche minorenni.

Non esistono più barriere – sottolinea il presidente dell’Autorità, Antonello Soro – tra la vita digitale e quella reale: quello che succede online sempre più spesso ha impatto fuori da Internet, nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri. Proprio per questo nel mondo di Internet è necessario non perdere mai di vista il corretto rapporto tra le nuove forme di comunicazione sociale e la tutela della propria e dignità e di quella degli altri”. Il vademecum – Il Garante ha deciso di mantenere la stessa struttura, particolarmente apprezzata dagli utenti, del vademecum del 2009 aggiornandone però completamente i contenuti.

Il testo è suddiviso in quattro capitoli: “Facebook & co”, “Avvisi ai naviganti”, “Ti sei mai chiesto?”, “10 consigli per non rimanere intrappolati”. Chiude il vademecum un agile glossario “Il gergo della rete” che introduce alcuni termini ed espressioni gergali che si incontrano con maggiore frequenza nelle cosiddette reti sociali.

L’opuscolo può essere richiesto in formato cartaceo al Garante per la protezione dei dati personali, piazza di Monte Citorio n. 123 – Roma, o via mail all’indirizzo ufficiostampa@garanteprivacy.it oppure scaricato in formato digitale dal sito dell’Autorità. Il vademecum sarà in distribuzione al Forum Pa in programma dal 27 a 29 maggio a Roma.

FONTE: ANSA.IT

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A scuola con Google Classroom

A scuola con Google Classroom

I lavori di gruppo e i compiti per la scuola non saranno più gli stessi: Google ha pensato agli insegnanti lanciando un nuovo strumento. Si chiama ”Classroom”, al momento è disponibile su invito, e permette di interagire con gli studenti attraverso i servizi Gmail, Docs – per creare documenti – e Drive (la ‘nuvola’ di Google per conservare file sul web). Si potranno creare e condividere gruppi di lavoro e assegnare compiti in maniera tecnologica.

Google Classroom, spiega l’azienda californiana sul suo blog, è uno strumento gratuito che vuole aiutare gli insegnanti ad organizzare i compiti e a comunicare meglio con i propri alunni. Un modo anche per evitare perdite di tempo dovute alla mole di documenti e lavoro ‘cartaceo’ che normalmente un insegnante deve affrontare. La piattaforma integra i servizi offerti da Google Docs, Drive e Gmail e sarà disponibile nel pacchetto di prodotti per la scuola ”Google Apps for Education”.

Sensibile al fattore privacy, Google sottolinea inoltre che – come per gli altri servizi ‘Education’ – su Classroom non ci saranno pubblicità, né i contenuti o i dati degli studenti saranno utilizzati per inserzioni mirate. Il colosso di Mountain View ha già testato la novità in alcune scuole e università e ora apre alle richieste dei docenti per usare Classroom. A settembre lo strumento sarà disponibile – gratuitamente – per tutte le scuole che già utilizzano la suite ”Google Apps for Education”.

FONTE: ANSA.IT

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