Informatica per tutti Blog

Information Technology Blog

Cyber-bullismo, al via servizio supporto vittime

Cyber-bullismo, al via servizio supporto vittime

In Italia il primo servizio di supporto dedicato alle vittime del cyber-bullismo che molto spesso sono minori e non conoscono le conseguenze di un comportamento che di fatto è criminale. Chi subisce molestie via web da oggi può scrivere al numero 393.300.90.90 o all’indirizzo e-mail help@off4aday.it, gestito da un team di psicologi pronti a rispondere ed aiutare chiunque ne avesse bisogno. L’iniziativa è di Samsung e del Moige con il patrocinio della Polizia di Stato.

Secondo una recente indagine della Società Italiana di Pediatria, il 31% dei tredicenni (35% ragazze) dichiara di aver subito atti di cyber-bullismo e il 56% di avere amici che lo hanno subito. Tra gli adolescenti che utilizzano almeno tre piattaforme di social network la percentuale di chi ha subìto atti di bullismo online sale al 45%. Questa iniziativa fa parte della campagna #OFF4aDAY che invita tutti a “spegnersi” per un giorno (Samsung oscurerà tutti i suoi canali di comunicazione come gesto simbolico), condividere il numero di supporto e l’indirizzo e-mail del servizio contro il cyber-bullismo, modificando anche il proprio profilo sui canali social con l’hashtag #OFF4aDAY per sensibilizzare gli utenti sul tema.

Il progetto di Samsung e Moige proseguirà per tutto il 2016 e coinvolgerà anche duemila scuole in tutta Italia con un percorso di sensibilizzazione e un kit didattico sviluppato ad hoc dagli esperti del Moige. Il servizio di supporto dedicato alle vittime del cyber-bullismo sarà attivo dal lunedì al sabato, dalle 14 alle 20.

FONTE: ANSA.IT

More

Facebook, al via tasto “Reactions”

Facebook, al via tasto “Reactions”

Non sarà un tasto ‘non mi piace’ di cui si è parlato a lungo nei giorni scorsi, ma piuttosto un bottone multi-funzione che aiuterà gli utenti di Facebook ad esprimere empatia in sette situazioni emotive diverse. Il tasto si chiamerà ‘Reactions’ e secondo i blog specializzati Engadget e TechCrunch, verrà testato da domani in due paesi pilota, Irlanda e Spagna.

Secondo i siti che riportano i ‘rumors’, le nuove funzioni dovrebbero consentire agli utenti di Facebook di esprimere emozioni in situazioni diverse, dall’amore alla rabbia. In tutto sono sette le sfumature emotive contemplate: si parte dal classico ‘Like’ seguito da ‘Love’, ‘Haha’, ‘Yay’, ‘Wow’, ‘Sad’ e ‘Angry’.
Appariranno sia nella versione per dispositivi mobili che nella versione del social network da computer.

In pratica, spiegano i blog, si tratterà di un ampliamento del tasto ‘Like’. Basterà cliccare su questa funzione per ottenere una barra con sette icone: oltre al pollice alzato ci saranno quelle per esprimere una vasta gamma di stati d’animo.

Sotto il post comparirà un conteggio di ogni singola icona.

FONTE: ANSA

More

Klink, il social network che remunera le visualizzazioni delle foto

Klink, il social network che remunera le visualizzazioni delle foto

Bellissima la visibilità, per carità. E gratificante anche quel like che non ci si aspettava. Ah, e anche i commenti di stima. Ma oltre alla gloria, qualche euro in più, male non farebbe. Klink, una nuova piattaforma di social networking dedicata alla fotografia, ha come obiettivo quello di remunerare i suoi utenti in base alle visualizzazioni ottenute.

Le visualizzazioni devono essere molte: ogni 1000 (uniche), arriveranno 2 dollari. Se poi si volesse comparire tra gli utenti in evidenza, si può fare un acquisto in-app di 99 centesimi (così i primi due dollari, facendo dell’economia domestica, diventano uno).

Come sottolinea The Newt Web, Klink (nome che evocherebbe il suono delle monete che cadono) non è originale nell’idea, quanto nella forma: non è l’unico servizio che offre una remunerazione per il successo dei contenuti, ma è il primo ad essere progettato prima di tutto come social network. E non si può dire che nel settore non abbia concorrenza. La sostenibilità si basa su banner e inserzioni, oltre che sugli acquisti in-app degli utenti.

L’app è disponibile per iOS e in versione beta per Android.

FONTE: WIRED

More

Apple, El Capitan arriva sui Mac

Apple, El Capitan arriva sui Mac

E’ il giorno di El Capitan.  Apple ha infatti reso disponibile, come aggiornamento gratuito, il nuovo sistema operativo per computer Mac, che promette controlli ‘smart’ e semplificati insieme a un miglioramento delle prestazioni per rendere più veloci le attività, dall’avvio delle app all’apertura di file Pdf. El Capitan prende il nome da una delle vette del parco nazionale di Yosemite, in California, e subentra proprio a Yosemite, il precedente sistema operativo della Mela.

Tra le novità, la prima a balzare all’occhio è il cambiamento del font di sistema. Sull’OS Apple introduce infatti il ‘San Francisco’, un carattere che punta a rendere più agevole la lettura. La nuova funzione ‘Split View’, la vista suddivisa, posiziona in automatico due app una accanto all’altra a schermo intero, mentre ‘Mission Control’ ordina tutte le finestre sulla scrivania su un unico livello, così da poter individuare più velocemente quella che serve. Se le finestre aperte sono numerose, invece, basta trascinarne una in alto sullo schermo per creare una nuova scrivania.

Altra miglioria interessa ‘Spotlight’, la funzione di ricerca all’interno del computer, che ora supporta il linguaggio naturale. Per trovare il file desiderato, si potranno digitare frasi come “la presentazione a cui ho lavorato ieri” o “email da Paolo ad agosto”. Spotlight potrà essere usato anche per fare ricerche sul web, dalle previsioni meteo al risultato di una partita di calcio.

FONTE: ANSA

More

Microsoft lancia Office 2016, più condivisione nel lavoro

Microsoft lancia Office 2016, più condivisione nel lavoro

La possibilità di lavorare in più persone sullo stesso documento, ricerca Internet anche vocale direttamente da un file, facilitazioni di accesso agli studenti. Sono queste le novità di Office 2016, la nuova versione del popolare programma di Microsoft che è usato da oltre un miliardo di persone nel mondo, praticamente una su 7. E’ disponibile anche per Mac di Apple.

Tutte le funzioni e le novità al via da oggi sono annunciate in un post ufficiale dell’azienda di Redmond, disponibile a questo link.

Una delle principali caratteristiche del nuovo Office è la possibilità di scrivere in contemporanea testi Word mentre si visualizzano le modifiche che stanno apportando altre persone; la collaborazione lavorativa è potenziata dall’integrazione di Skype che consente di chattare, condividere schermate e video-chiamare direttamente dai propri documenti.

“Office 2016 è stato sviluppato per inaugurare un nuovo modo di lavorare in team. Una delle nostre ambizioni è quella di reinventare la produttività e offrire strumenti in grado di accompagnare persone e aziende verso un mondo sempre più ‘mobile first, cloud first'”, spiega Paola Cavallero, Direttore Marketing & Operations di Microsoft Italia.

Altre funzioni di Office 2016 sono ‘Tell me’, una specie di motore di ricerca in grado di trovare rapidamente i comandi utili; e ‘Smart Lookup’ che da’ la possibilità di fare ricerche web senza uscire dal documento che si sta scrivendo. Office poi guadagna l’integrazione dell’assistente vocale Cortana, introdotto da Windows 10: si possono fare richieste e il software propone strumenti adatti.

Inoltre, viene facilitato l’accesso agli studenti col programma Student Advantage. “Gli enti di istruzione dotati di abbonamento a Office 365 ProPlus o a Office Professional Plus per il personale docente e amministrativo, hanno la possibilità di offrire agli studenti l’accesso a Office 365 ProPlus su 5 dispositivi senza costi aggiuntivi. In Italia più di un milione di studenti di questi istituti e università hanno quindi la possibilità di beneficiare gratis delle nuove funzionalità e applicazioni”, dice Claudia Bonatti, Direttore delle Divisione Applications and Services di Microsoft Italia.

Le nuove app di Office 2016 sono disponibili in 47 lingue e richiedono Window 7 o sistemi operativi successivi. Si può scegliere la formula della sottoscrizione, per chi è già abbonato a Office 365 basta solo un aggiornamento.

FONTE: ANSA

More

Come funziona la pubblicità su Instagram

Come funziona la pubblicità su Instagram

Su Instagram la pubblicità è arrivata anche in Italia. Da oggi quindi sarà possibile per aziende di diverse dimensioni utilizzare Instagram come piattaforma su cui promuovere le proprie campagne di advertising. Dal 30 settembre poi la piattaforma di advertising sarà aperta a tutto il resto del mondo.

Di contro, da oggi, milioni di persone che ogni giorno pubblicano e vedono foto di amici e brand, troveranno nel proprio feed contenuti sponsorizzati (con indicazione, in alto a destra, “sponsorizzata”) e avranno modo di commentare e interagire con un contenuto “estraneo” fino a questo momento.

Questo il primo interrogativo: che succederà adesso? Come reagiranno? Dando una occhiata ai primi commenti, la forte esposizione di un contenuto sponsorizzato si espone a trolling, ma questo è normale quando c’è una novità di questo tipo.

La possibilità di sponsorizzare (e quindi distribuire in maniera più potente) i propri contenuti non è una prerogativa solo delle grandi aziende, ma anche delle medie e piccole: l’obiettivo è quindi quello di incassare il più possibile da un lato, ma anche di rendere normale trovare contenuti sponsorizzati dentro il feed.

Le campagne su Instagram si attivano e gestiscono attraverso gli strumenti di advertising di Facebook, come l’Ads manager, il Power editor e le API: questo permetterà livelli diversi di azione, ma garantisce un accesso unico, in un ambiente familiare a chi già fa adv su Facebook. Non è prevista una spesa minima: non c’è neanche su Facebook, ma non vuol dire che si potrà andare sempre a ribasso, anzi. Questo lo sa benissimo chi fa già pubblicità su Facebook.

Tre sono gli obiettivi, in questa prima fase: visualizzazione di Video, visite al sito web, installazione di Mobile App. Oltre al bottone “Scopri di più”, infatti, saranno presenti almeno altre due call to action: “Installa ora” e “Compra adesso”, per permettere istallazioni di app e per spingere all’acquisto di prodotti o servizi.

Per quanto riguarda la targetizzazione, nulla di nuovo rispetto a Facebook: basandosi sugli interessi, su pubblici creati su misura o su similitudine si può profilare la propria audience a cui mostrare le inserzioni. Al momento lo strumento di profilazione di Facebook rimane il più potente in circolo, ma c’è da capire come funzionerà con le immagini di Instagram.

Ancora: si può decidere se attivare un set di ads solo su Instagram o anche su Facebook per una integrazione che permetterà di sperimentare molto ai brand e a chi si occupa di social advertising. Questa mossa ha l’evidente obiettivo di far diventare Facebook (e quindi anche Instagram) l’ambiente leader per l’advertising su smartphone.

La vera notizia di oggi è proprio questa, la possibilità di fare campagne unificate, disponendo così di un pubblico che attraversa le piattaforme e riduce il gap tra le stesse. Su questo punto, probabilmente, si gioca il colpo di grazia da parte di Facebook ai competitors, ovvero a Google che, c’è da scommetterci, non se ne starà con le mani in mano.

Sono stati inoltre annunciati delle novità per i formati degli ads. Oltre al “classico” quadrato, saranno disponibili foto e video in formato panoramico (rettangolare), video ads della durata fino a 30 secondi, “Marquee” un prodotto che permetterà di raggiungere un pubblico ampio in poco tempo, da usare ad esempio durante eventi, fiere, o lanci di nuovi prodotti.

Le prime aziende in Italia a fare ads su Instagram sono Audi, Carrera, Chupa Chups, Ford, illycaffè, Mercedes-Benz, Samsung, Toyota, Warner Bros. Entertainment, Yoox.

Adesso non rimane che attendere e vedere cosa combineranno le aziende e come reagiranno le persone. Ma una cosa è certa:Instagram è cresciuto, ha cambiato la sua forma, si è evoluto ed è diventato grande. Chissà se continueremo a giocarci come abbiamo fatto fino ad adesso.

FONTE: WIRED

More

Come sarà il tasto “non mi piace” di Facebook?

Come sarà il tasto “non mi piace” di Facebook?

Eccolo là. Sta arrivando. Lo hanno chiesto, ripetutamente chiesto, e ora il gioco si fa duro. Il tasto dislike su Facebook sarà tra noi. E se non fosse come tutti se lo aspettano?

Zuckerberg stesso ha confermato l’introduzione del “non mi piace”  annunciandolo nel corso di un incontro nella sede californiana: “Potrebbe consentire agli utenti di esprimere le emozioni in modo più realistico, piuttosto che avere una sola scelta“.

Attenzione però. Che un tasto “non mi piace”, adottato su tutta la linea, sarebbe davvero difficile da gestire per un social network della portata di Facebook, è un dato di fatto. Potrebbe cambiare la linea editoriale e le strategie comunicative di molte aziende, ma anche di molti utenti, radicalmente.

La gente ha chiesto il pulsante ‘non mi piace’ per molti anni e oggi è un giorno speciale perché è il giorno in cui dico che ci stiamo lavorando e siamo molto vicini al lancio del test “, ha detto Zuckerberg.

A dicembre scorso tuttavia, nel corso di un Q&A, il Ceo di Facebook aveva detto che la proposta restava difficile da accogliere, perché il risultato non sarebbe dovuto sembrare una spinta verso qualcosa di negativo. Al contrario, avrebbe dovuto sollevare gli utenti dalla forzatura di mettere un “mi piace” a fronte di uno status che lo renderebbe stonato. Insomma, gli utenti si sentivano a disagio a mettere “like” a un contenuto triste. Per cui, la sfida sarebbe stata quella di trovare il modo giusto per fare esprimere agli utenti il sentimento del dispiacere.

Il nuovo tasto potrebbe quindi essere un semplice “non mi piace”, o potrebbe non essere disponibile per tutti i contenuti.
Qual è sarà la quadratura del cerchio per Zuckerberg, siamo vicini a scoprirlo.

FONTE: WIRED

More

Google, dopo Alphabet rivoluziona anche il logo

Google, dopo Alphabet rivoluziona anche il logo

Google ha un nuovo logo. Dopo la svolta societaria di Alphabet annunciata a metà agosto, cambia anche il suo logo, a distanza di due anni dalla precedente evoluzione. Mantenendo i classici colori blu, rosso, giallo e verde non solo muta carattere ma rispecchia l’evoluzione dei servizi della società con un occhio ai dispositivi mobili. Il nuovo logo sarà visibile gradualmente dalle prossime ore e viene anche illustrato con un doodle.

“Pensiamo che la novità rifletta tutti i nostri servizi, dalla ricerca a Google Maps, passando per Gmail, Chrome e altri prodotti”, spiega la società in un post ufficiale e aggiunge: “Abbiamo preso il logo e il brand di Google – originariamente pensati per una pagina visualizzata da computer – e li abbiamo ripensati per un mondo sempre connesso attraverso un numero crescente di dispositivi e input diversi tra loro (vocale, digitazione e touch). Per esempio, nuovi elementi come un microfono colorato vi aiuteranno a capire come interagire con Google, che stiate parlando, digitando o toccando lo schermo”.

Google in 17 anni di vita ha avuto diversi loghi, la versione attuale risale a ottobre 2013. Per festeggiare ricorrenze o avvenimenti speciali Big G cambia il logo con uno attinente all’evento, a volte animato, chiamato doodle.

L’11 agosto scorso la società di Mountain View ha annunciato a sorpresa la nascita di Alphabet, la holding a cui faranno capo tutte le divisioni del gruppo, inclusa Google Inc che ne diventerà una controllata. La multinazionale separa di fatto l’attività di ricerca sul web, YouTube e le altre società internet dalle divisioni di ricerca e investimento.

FONTE: ANSA

More

Dmail, il servizio per far autodistruggere le email

Dmail, il servizio per far autodistruggere le email

Dopo l’opzione di Gmail che consente di annullare entro trenta secondi l’invio delle mail dopo averle già inviate, ecco che arriva Dmail, un servizio che permette di bloccare a chiunque la visualizzazione delle email che gli abbiamo mandato.

È una sorta di servizio di autodistruzione, dedicato a messaggi delicati o confidenziali, soprattutto in ambito aziendale. L’idea arriva dal team che sta dietro al social bookmarking service chiamato Delicious.

Come funziona? Dmail si installa come un’estensione di Google Chrome. Una volta caricata appare una nuova opzione all’interno della schermata di composizione di Gmail, attraverso la quale si può attivare il servizio. È possibile specificare in anticipo, prima dell’invio della mail, se si vuole che questa venga distrutta in un’ora, un giorno, una settimana o mai. Anche in quest’ultimo caso, comunque, è possibile rientrare successivamente nel messaggio inviato e cliccare sull’opzione “Revoke email“, bloccando l’accesso a tutti i destinatari.

Il vantaggio di Dmail, rispetto ad altri prodotti simili, è che il destinatario non ha bisogno di installare l’estensione, ma riceve semplicemente un’email con indicato il seguente avviso: “Questo messaggio sicuro è stato inviato tramite Dmail. Per visualizzare il messaggio è sufficiente fare click sul pulsante in basso”. Cliccando “View Message” si viene reindirizzati su una visualizzazione web dove è possibile leggere l’email. Se invece anche il destinatario ha installato Dmail, allora potrà leggere direttamente su Gmail. Inoltre, dopo che il mittente ha revocato l’invio, i destinatari visualizzano un avviso che recita: “Questo messaggio è stato distrutto e non è più disponibile”.

Per ora Dmail funziona solo con Gmail, ma l’obiettivo a lungo termine è di ampliare l’accesso ad altre piattaforme, tra cui Google Aps. L’applicazione per iOS sarà lanciata ad agosto, seguita a stretto giro da quella per Android, grazie alle quali gli utenti potranno usufruire di Dmail anche dallo smartphone.

FONTE: WIRED

More

Gestire i social media con Oktopost e Hootsuite

Gestire i social media con Oktopost e Hootsuite

Fanno un lavoro simile, molto simile, ma non si pestano i piedi a vicenda, da bravi cugini. Uno si rivolge al business, ad altre aziende, uno invece ai consumer, dunque ai clienti. Si occupano entrambi di tutti i social media, ma uno coinvolge i professionisti, l’altro punta invece ai naviganti di internet in generale. Sono Oktopost e Hootsuite, due piattaforme che facilitano il lavoro del social media management.

Mentre altre piattaforme si occupano del coinvolgimento e della consapevolezza del brand, Oktopost ti aiuta a gestire i contenuti e misurare il vero valore del business del tuo marketing sui social media”, si legge sul sito fondato da Daniel Kushner e Liad Guez nel 2012. Meno conosciuto rispetto a Hootsuite al grande pubblico proprio perché si rivolge alle imprese, Oktopost si è affermato in breve tempo tra i migliori siti che gestiscono le reti sociali, finendo addirittura terzo nella top ten stilata dal Canada Business Review.

La stessa classifica vede in testa proprio Hootsuite, fondato daRyan Holmes nel 2008. Il sito offre servizi “Pro” ed “Entreprise”: si parte dalle offerte (gratuite e a pagamento) per piccole e medie imprese a quelle per gli enti governativi. I 10 milioni di clienti la dicono lunga sulla diffusione raggiunta da questa piattaforma, famosa anche per le tante funzionalità che consentono di gestire i vari profili.

La differenza sta appunto nel target: B2B per Oktopost, B2C per Hootsuite. Programmare i post su Twitter, Facebook, Google+ e LinkedIn, verificarne l’efficacia con dei report puntuali e chiari, in modo da studiare le strategie migliori e potenziare la presenza online sono alcuni dei punti cardine per chi si occupa di gestire i contenuti online di imprese, giornali online e blog che ovviamente vogliano coinvolgere i naviganti. Alcune tra le consuetudini più sbagliate, d’altronde, le analizza Ben Sye sul blog di Oktopost: è l’improvvisazione la peggiore nemica del social selling e dunque del social media marketing.

C’è anche da dire che, come l’analista Mary Meeker predisse nel 2008, nel 2014 gli accessi a Internet da mobile hanno superato quelli da computer (ne parla con dovizia di particolari e di statistiche Danyl Bosomworth su SmartInsights). Anche questo è un punto da tenere in considerazione: le piattaforme che si occupano di social media marketing come Oktopost e Hootsuite stanno lavorando per adattare i loro servizi per permettere ai propri utenti di lavorare facilmente dai propri smartphone. In questo senso, la nuova app di Hootsuite,  Suggestions for mobile, sarà molto utile, così come la app che anche Oktopost ha in preparazione.

FONTE: WIRED

 

More