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WhatsApp down: dopo l’acquisizione da parte di Facebook l’app va in tilt per 4 ore

WhatsApp down: dopo l’acquisizione da parte di Facebook l’app va in tilt per 4 ore

«Mi stanno telefonando, se solo mi ricordassi come si fa potrei anche rispondere», ironizza così uno dei tanti utenti che si lamentava su Twitter per il blocco di WhatsApp. L’applicazione di messaggistica è stata fuori uso per quattro ore in tutto il mondo: si è bloccata ovunque dalle 19.30 circa e l’hashtag #whatsappdown ha scalato la lista dei più gettonati. Anche su Facebook non si è parlato d’altro: e proprio il recente matrimonio fra il social network di Mark Zuckerberg, che ha sborsato la bellezza di 19 miliardi di dollari, e l’applicazione è stato oggetto di battute e ipotesi sulla natura del blocco.

C’è chi ha dato la colpa a Zuckerberg e chi si chiede se non sia la dimostrazione dell’assurdità della cifra sborsata. Più probabile che si sia trattato di un problema tecnico – così come scritto sull’account @wa_status che ha fatto riferimento alle 21.15 a “problemi con i server” – mentre qualcuno ha ipotizzato che gli hacker abbiano voluto punire la decisione del fondatore dell’app. Jan Koum si è sempre detto contrario alla pubblicità e alle invasioni nella privacy degli utenti e il legame con Facebook ha fatto storcere il naso a molti.

Più facile pensare, come spiega anche TechCrunch, che, in seguito all’acquisizione, sia stata avviata un’operazione di backup della piattaforma e che questa abbia comportato il blocco. Non è infatti la prima volta che WhatsApp va giù e che ha problemi, data anche la sua struttura molto piccola (la società conta solo 32 tecnici, a fronte di 450 milioni di utenti). E non è escluso, come spiega  Josh Constine sempre su TechCrunch, che gli oltre sei mila impiegati di Facebook (o almeno una parte di questi) non sia stata messa al lavoro per potenziare l’app.

Se infatti è vero che Zuckerberg ha annunciato che la società di Koum continuerà ad operare in modo indipendente dopo l’acquisizione, è sicuro che abbia intenzione di migliorare il servizio e di espandere i confini della sua nuova creatura. Ed è molto probabile che a Palo Alto abbiano tutti iniziato a lavorarci fin da subito.

Certo, si tratta di ipotesi. E una spiegazione ufficiale non è stata ancora data. E sarebbe simpatico avere una dichiarazione ufficiale sull’accaduto.

Alle ore 23.30 circa il servizio è tornato attivo. In attesa di spiegazioni su cosa è successo, su Twitter arrivano le scuse: «We are so sorry…».

FONTE: CORRIERE.IT