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Stalking e minacce, ovvero il cyberbullismo sui social media

Stalking e minacce, ovvero il cyberbullismo sui social media

Nonostante gli sforzi di Facebook e degli altri social network per evitare e limitare il cyberbullismo, un nuovo studio del Pew Research Center ha scovato che comportamenti maliziosi e ambigui, su Internet, continuano a proporsi. Talvolta, con derive violente.

È proprio questa la ragione che ha spinto, negli scorsi giorni, il segretario della Giustizia britannico Chris Grayling ha deciso di quadruplicare (da sei mesi a due anni) la pena relativa ai reati di cyberbullismo.

Le risposte al sondaggio del Pew lasciano pochi dubbi. Il 25% degli intervistati dichiara di aver assistito a molestie prolungate ai danni di una persona e riporta di aver anche letto minacce fisiche. Uno su cinque dichiara di aver assistito (sempre all’interno del panorama digitale) a tentativi di molestia sessuale.

Delle vittime, inoltre, l’8% ha subito minacce fisiche, altrettante hanno subito stalking, il 6% è stato vittima di minacce a sfondo sessuale. Il 26%, inoltre, dice di non avere idea della reale identità dell’aggressore. Le vittime più colpite? I giovani tra i 18 e i 20 anni. Dove avvengono questi crimini? Per il 66% delle volte, proprio suisocial network.

Se il 60% delle persone colpite da questa dinamica ignorano la minaccia, solo il 5% ricorre ad azioni legali. Spesso ci si allontana dal sito o dal social di riferimento (13%) o cambia nome. Non solo le donne, anche gli uomini sono colpiti da cyberbullismo, ma sono poi le donne – per il 38% dei casi, a fronte del 17% degli uomini – a descrivere e prendere sul serio questi incidenti.

FONTE: WIRED

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Path, in arrivo messaggi che si autodistruggono dopo 24 ore

Path, in arrivo messaggi che si autodistruggono dopo 24 ore

Segretezza e privacy sono il binomio che gli attuali social network e servizi di comunicazione personale mettono al top delle priorità, anche alla luce del Datagate. Il social Path con il prossimo aggiornamento della sua applicazione consentirà ai suoi 10 milioni di utenti di mandare messaggi che si ‘autodistruggono’ dopo 24 ore. Inseguendo il meccanismo di chat ”usa e getta” reso popolare da Snapchat. La novità sarà disponibile dall’11 giugno.

Tutti i nuovi messaggi, spiega una nota di Path, a partire da mercoledì saranno automaticamente rimossi dai server del servizio dopo 24 ore dal momento dell’invio, compresi i vecchi messaggi. Tutte le comunicazioni archiviate saranno invece conservate sul proprio dispositivo finché l’utente non eseguirà un ‘log out’, disinstallerà o aggiornerà l’applicazione alla nuova versione. Un trend che dopo Snapchat molte piattaforme stanno seguendo. Perfino Apple ha annunciato che tra le novità del nuovo sistema operativo iOS8 c’è l’opzione di messaggi che si ”autodistruggono”.

Path, oltre 10 milioni di utenti, si è proposto fin dall’inizio come un social network ‘privato’, per amici e familiari ‘reali’ e ristretti. Non a caso consente di avere nella propria cerchia di contatti al massimo 150 persone. Un limite che, visto questo aggiornamento sulla privacy, forse potrebbe venir meno nel prossimo futuro.

FONTE: ANSA.IT

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Facebook fonda un team di intelligenza artificiale

Facebook fonda un team di intelligenza artificiale

Facebook ha in cantiere gruppo di ricerca sull’intelligenza artificiale. Il social network è impegnato a valorizzare la miniera di dati condivisi dai suoi iscritti attraverso messaggi, fotografie, video, interessi, voti. E ha bisogno di esplorare le frontiere della data science in modo da alimentare la sua macchina innovativa. Sono territori che hanno richiamato da tempo l’attenzione di Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, per capire come arricchire le connessioni in una piattaforma con 1,19 miliardi di utenti attivi che ha suscitato più volte la visione di un’immensa intelligenza collettiva. A guidare la squadra sarà Yann LeCun, direttore del Center for data science della New York University: ha annunciato anche una collaborazione tra l’ateneo dove insegna e il social network.

I campi di applicazione nella rete sociale possono essere molteplici. Ad esempio da poco Facebook ha ricostruito gli avvenimenti e le persone più importanti del 2013 nelle conversazioni tra i suoi utenti. Sul podio degli argomenti più discussi nel mondo salgono rispettivamente Papa Francesco, le elezioni politiche durante l’ultimo anno e la nascita del Royal Baby. In Italia è Piazza San Marco il luogo che ha raccolto più messaggi di check-in da parte degli iscritti. Sono informazioni che rivelano un tesoro di dati.

E gli studi di intelligenza artificiale possono essere un volano per abilitare metodologie di indagine più complesse che sarebbero state impossibili prima dell’emersione delle grandi piattaforme di social networking su internet. Un campo di sperimentazione è la Graph Search dedicata a rielaborare le connessioni fra gli utenti. Ma la sfida resta aperta con Google che accelera sul Knowledge Graph e ha investito nelle ricerche sulle reti neurali.

FONTE: IL SOLE 24 ORE

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Giovani e social: resiste Facebook, sale WhatsApp

Giovani e social: resiste Facebook, sale WhatsApp

Nonostante Facebook resti il social network più usato tra i giovani, WhatsApp sta guadagnando sempre più preferenze nel Bel Paese. Un ragazzo su tre lo giudica irrinunciabile, contro il 44% di giovani che invece assegnano questo ruolo al social di Zuckerberg. E’ quanto emerge da una ricerca online del portale specializzato Skuola.net, che ha raccolto le risposte di circa 1.500 studenti tra 11 e 25 anni di età. Pinterest, Twitter, Instagram e Google sono i più utilizzati solo da pochi giovani.

FONTE: SKUOLA.NET, ANSA

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Social maniaci: istruzioni per l’uso

Social maniaci: istruzioni per l’uso

Avete postato una foto sul vostro profilo Instagram e ogni cinque minuti controllate l’andamento dei like? Usate abbreviazioni e #hastag su ogni tweet? Lottate con i vostri amici a colpi di check-in per diventare sindaco su Foursquare? Bene, se avete risposto si a tutte queste domande forse, il vostro rapporto con i social sta diventando troppo invadente.

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