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Smartphone fa diagnosi a occhi con foto

Smartphone fa diagnosi a occhi con foto

Gli smartphone dotati di fotocamera potranno, con un semplice ed economico dispositivo, aiutare i medici a fare diagnosi oculistiche anche a distanza. A sviluppare il sistema, i medici della Stanford University che hanno pubblicato due articoli sulla rivista Journal of Mobile Technology in Medicine. I dispositivi creati a corredo del telefonino sono due, sono economici e consentono di catturare immagini ad alta risoluzione della parte anteriore e posteriore dell’occhio.

FONTE: ANSA.IT

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Da Boeing telefono che si autodistrugge

Da Boeing telefono che si autodistrugge

Privacy e segretezza: dopo il Blackphone, telefonino quasi a prova di spia appena lanciato a Barcellona, arriverà anche lo smartphone da “007”. Ci lavora Boeing, colosso aerospaziale, che ha appena presentato il progetto alla Fcc, l’ente americano che regola le comunicazioni.

Il suo smartphone, Boeing Black, è concepito per professionisti della difesa e della sicurezza e fra le sue caratteristiche annovera pure una particolare funzione per l”autodistruzione’ del dispositivo.

FONTE: ANSA.IT

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App scova dipendenza da smartphone

App scova dipendenza da smartphone

In media un utilizzatore di uno smartphone lo controlla 80 volte al giorno, una ogni 12 minuti, ma solo 8 minuti al giorno sono dedicati alla conversazione. Lo dice uno studio dell’università di Bonn basato sui dati di una app che rivela segni di dipendenza da cellulare. Disponibile gratis su Android, tiene sotto controllo i dati sull’uso dello smartphone e li invia a un server che li analizza e scova comportamenti compulsivi. Per l’esperimento sono stati reclutati 50 studenti universitari.

FONTE: ANSA.IT

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App per smartphone: +115% nel 2013

App per smartphone: +115% nel 2013

Le applicazioni per smartphone e tablet non conoscono crisi. Secondo Flurry Analytics nel 2013 il loro utilizzo è aumentato del 115%. Al top il ‘boom’ delle app di social network e messaggi: il loro uso è triplicato in un anno (+203%), dato che non sorprende vista l’eco sui media relativa a servizi come WhatsApp, WeChat, Fb Messenger e SnapChat. Bene anche le app di produttività, cresciute di quasi il 150% in un anno. Crescono meno quelle di news, +31%.

FONTE: ANSA.IT

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Smartphone: sicurezza

Smartphone: sicurezza

Nel 2013 ben 5 milioni di italiani hanno messo le mani sul proprio primo smartphone: 37 milioni ne hanno uno, adesso, contro i 32 milioni del 2012, secondo gli Osservatori Ict del Politecnico di Milano. Molti di questi 5 milioni il primo smartphone se lo sono trovati sotto l’albero di Natale e quindi per loro è un’esperienza nuova con cui fare i conti. Tante inedite opportunità ma anche parecchie possibili grane da schivare. Si va da super costi in bolletta, a rischi per i nostri dati personali: questi pericoli sono l’altra faccia della versatilità degli smartphone, con cui è facile navigare, scattare foto.

La sicurezza
Uno smartphone ha molte più cose, di noi, rispetto a un normale cellulare. Consideriamolo l’estensione della nostra identità, sempre in tasca. La nostra rubrica, le foto, ma anche l’accesso diretto ai social network installati sul cellulare, alla nostra posta… Per fortuna tutti i modelli hanno, nelle opzioni per la sicurezza, la possibilità di attivare lo sblocco dello schermo tramite pin (mi raccomando, non mettiamo 1,2,3,4 o quattro cifre uguali) o altro metodo (come una particolare sequenza di segni da “strisciare” sul touch). Su iPhone e Windows Phone è integrato inoltre un servizio di “trova il mio telefono”, utile in caso di furto o smarrimento. Attiviamolo. Su Android ci sono parecchie app disponibili (tra cui appunto Trova il mio Telefono). Appunto su Android, è bene installare un antivirus. Tra quelli gratuiti, ci sono Avast! e 360 Mobile Security. Sicurezza significa anche proteggere bene i nostri dati personali. Possiamo farlo con facilità attivando il back up su cloud, nel menu del cellulare: iCloud su iPhone, Google su Android e Skydrive su Windows Phone (come i Nokia Lumia).

Facciamolo per contatti e foto, almeno.

Tutti gli smartphone, infine, dovrebbero avere una custodia, soprattutto quelli più cari. Può sembrare scontato, ma molti utenti smartphone ignorano questa precauzione elementare, un po’ perché si innamorano del design e un po’ perché si fidano troppo delle campane del marketing sulla robustezza degli schermi. Sì, la tecnologia Gorilla Glass è robusta, ma non indistruttibile. Le cadute ammaccano i bordi, le monetine in tasca graffiano lo schermo.

FONTE: IL SOLE 24 ORE

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Telefonini in volo? No, grazie!

Telefonini in volo? No, grazie!

Contrordine, almeno in America: niente rivoluzione delle comunicazioni in aereo con l’uso libero dei cellulari in ogni fase del volo. La Fcc, l’«authority» federale delle telecomunicazioni, ha appena eliminato il bando sull’uso dei telefonini a bordo, riconoscendo che il divieto introdotto ventidue anni fa (era il 1991, l’alba dell’era della telefonia mobile che in Italia iniziò coi Mondiali di calcio del 1990), è ormai obsoleto: non ci sono più rischi tecnici di interferenze con gli strumenti usati dai piloti.

Personalmente lo sospettavo da tempo: quando seguiamo i viaggi di Barack Obama sul «charter» della stampa, un aereo che la Casa Bianca prende in affitto da un’aviolinea, giornalisti e cameramen vengono lasciati liberi di telefonare e usare i computer anche in decollo e atterraggio, sotto l’occhio benevolo di hostess e steward. Una goliardica anarchia inaugurata all’inizio di ogni volo da un cineoperatore della Cbs che va al microfono di bordo e proclama: «Ciò che accade su un volo “charter” rimane sul “charter”».

L’equipaggio sa di dover essere tollerante: non a caso l’aereo dei giornalisti della Casa Bianca è stato da anni soprannominato «The Zoo». Gli assistenti di volo si agitano solo se vedono gente ancora in giro nei corridoi mentre il jet stacca le ruote da terra. Una volta chiesi al nostro pilota se computer e telefonini accesi non rischiassero di interferire con i suoi strumenti: rispose con una risata.

Insomma, sembrava fatta: riconoscimento che rischi tecnici non ce ne sono più e uso dei cellulari libero in aereo in ogni parte del volo. Ma appena la Fcc si è fatta avanti, negli Usa è scoppiata una rivolta quasi universale: passeggeri, sindacati degli assistenti di volo e le stesse compagnie aeree, tutti scatenati contro la libertà di telefonata. Che significa anche, per ogni passeggero, il rischio di trovarsi non solo schiacciato tra due viaggiatori «oversize», ma anche, magari, frastornato tra un manager in perenne «conference call» e una lite domestica ad alto volume.

Airlines for America, la «lobby» del trasporto aereo, ha provato timidamente a nuotare controcorrente, fiutando la possibilità di un business: telefonate a pagamento o creazione di una sezione «premium» del velivolo nella quale si può usare liberamente il cellulare. «Se telefonare non comporta più rischi – ha detto il suo direttore, Nick Calio – le decisioni sull’uso dei cellulari toccano al mercato, non al governo». Ma i sondaggi sono inequivocabili: quello della Quinnipac University indica che il 60 per cento degli americani vuole mantenere il divieto, mentre il 30 vuole il telefono libero. L’indagine della National Public Radio è più articolata ma ancor più drastica: 70 per cento di contrari all’uso della voce ma sì al «texting» (i messaggi, ndr ) e a Internet; 21,6 per cento contrari a qualunque tipo di connessione digitale durante il volo. Soltanto l’8,2 per cento a favore dell’uso libero del telefono.

Così, mentre al Congresso diversi deputati e senatori hanno presentato progetti di legge per rinnovare il divieto per i cellulari, un attimo dopo che la Fcc ha votato l’eliminazione della loro messa al bando è sceso in campo il ministro dei Trasporti di Obama in persona per cestinare il decreto dell’agenzia federale: un organo tecnico che deve inchinarsi alla responsabilità generale dell’autorità politica. E Anthony Foxx, il ministro, ha già detto di non avere alcuna intenzione di trasformare il «via libera» della Fcc in una «deregulation» generalizzata: «Vogliamo agire nell’interesse dei consumatori. Prenderemo le nostre decisioni tenendo conto dell’opposizione dei viaggiatori e delle preoccupazioni degli assistenti di volo» che non vogliono trovarsi a dover sedare risse da «inquinamento acustico». Negli Acela, i «frecciarossa» americani, il problema è stato risolto istituendo le «quiet car», carrozze nelle quali è proibito telefonare. Alcune compagnie, come JetBlue, pensano a qualcosa del genere: una sezione dell’aereo, a prezzo maggiorato, per i conversatori incontenibili. Ma la cabina dell’aereo è molto piccola ed è un ambiente unico, i più sono contrari.
Intanto, irritato, il presidente della Fcc, Tom Wheeler, cerca di uscire dall’angolo: «Fate come volete, ma io non potevo decidere diversamente: Fcc significa Commissione federale delle comunicazioni, mica Commissione federale della cortesia».

FONTE: CORRIERE DELLA SERA

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Smarty Ring: gli anelli tecnologici

Smarty Ring: gli anelli tecnologici

Chiamate, messaggi e notifiche di Facebook e Twitter, tutto a portata di dito. Dopo i Google Glass e gli Smartwatch, ecco gli Smarty Ring, gli anelli ‘intelligenti’ che dialogano con lo smartphone, segnalando telefonate o sms in arrivo e permettendo addirittura di chiamare una lista di numeri prestabiliti. Non solo: il progetto dell’azienda californiana Indiegogo, nato in crowdfunding e che debuttera’ il prossimo anno, consente di fare foto e controllare la riproduzione di Mp3 sul cellulare.

Inoltre, grazie alla tecnologia Bluetooth 4.0, l’anello e’ costantemente collegato allo smartphone attraverso l’apposita app disponibile sia per Android che per Ios. Gli sviluppatori assicurano un’autonomia di almeno 24 ore grazie ad una batteria da 22 mAh. Sul sito Indiegogo si legge: “Lo sai che gli utenti guardano il cellulare ogni sei minuti? E questo accade 150 volte al giorno”. L’anello farebbe quindi risparmiare tempo e batteria dello smartphone vista la posizione comoda in cui si trova. Il ‘gioiellino’ e’ in versione unisex, in acciaio inossidabile e anallergico, oltre ad essere waterproof. Il prezzo? Da listino 250 dollari ma preacquistandolo lo si potra’ avere a 150 dollari. Con il crowdfunding un progetto viene finanziato dai singoli utenti: gli Smarty Ring di Indiegogo hanno raccolto ben piu’ fondi del dovuto: a fronte dei 40mila necessari per la realizzazione e il lancio del prodotto, sono stati raccolti ben 300mila dollari grazie a 1.500 donatori.

FONTE: AGENZIA GIORNALISTICA ITALIANA

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Smartphone low cost: Firefox Os

Smartphone low cost: Firefox Os

Sulla linea di partenza per conquistare un posto sotto l’albero adesso c’è anche Firefox Os. Telecom Italia e Mozilla hanno scelto il periodo degli acquisti natalizi per lanciare in Italia il primo dispositivo caratterizzato dal sistema operativo open source della volpe di fuoco. Lato hardware, a metterci la firma è Alcatel.

Display da 3,5 pollici, fotocamera da 3,2 megapixel e microSD da 2 GB, l’Alcatel Onetouch Fire è in vendita online a 79,90 euro. A partire da venerdì 6 dicembre sarà disponibile in tutti i negozi dell’operatore. L’intesa fra i due marchi si ferma qui: non ci sono offerte per acquistare il terminale abbinato a traffico voce e dati, si parla solo di distribuzione.

«Siamo particolarmente orgogliosi che Tim sia il primo operatore mobile in Italia e tra i primi al mondo nell’adozione di Firefox Os. La diffusione della soluzioni basate su HTML5 sarà un grande motore di innovazione», ha dichiarato l’amministratore delegato di Telecom Italia Marco Patuano. Il riferimento è al linguaggio, l’HTML5 appunto, su cui il sistema operativo si basa. Alla frammentazione dei rivali iOs e Android, avversari da battere con una quota di mercato congiunta che supera il 93% (fonte Idc, terzo trimestre 2013), il sistema operativo di Mozilla contrappone un linguaggio unico e basato sul Web. Semplicità e accesso immediato ai contenuti, come ci aveva raccontato il presidente di Mozilla Mitchell Baker a poche ore dal lancio dello scorso febbraio, sono le frecce all’arco di una gamma di dispositivi pensati per permettere a chiunque di accedere alla Rete e di fruire di applicazioni e funzioni anche offline.

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Super Pedestrian: la e-bike

Super Pedestrian: la e-bike

Il grande momento è arrivato: la Copenaghen Wheel, la ruota che rende smart la bicicletta progettata nei laboratori del Mit (Massachussets Institute of Technology) di Boston, è ufficialmente in vendita.

La grande novità della Copenaghen Wheel è concentrare tutte le componenti di una bicicletta elettrica (motore, batteria e sensori per l’assistenza della pedalata) in un “disco rosso” da montare al mozzo della ruota posteriore. Il che significa poter installare questo kit su qualsiasi telaio già in uso e, soprattutto, offrire alle biciclette una linea essenziale e accattivante, lontana dalle goffaggini dei classici modelli elettrici. Più che di un progresso estetico, però, si tratta di una vera e propria rivoluzione tecnologica. Per esempio, ci sono una serie di sensori in grado di rilevare le condizioni delle strade in cui si muove la bicicletta: traffico, inquinamento, rumore, temperatura e umidità. Dati che, poi, possono essere anche condivisi con le amministrazioni pubbliche, qualora fossero attrezzate per sfruttare questo genere di informazioni.

Per il ciclista, invece, il vantaggio principale è che la Copenaghen Wheel, con un funzionamento simile al kers delle Formula 1, è in grado di ricaricare la propria batteria durante le cosiddette “fasi favorevoli”, vale a dire quando il ciclista frena o pedala in condizioni di efficienza. In questo modo si risolve uno dei principali problemi legati all’uso della bicicletta a pedalata assistita: l’autonomia della batteria. Infatti quel che la batteria dà in fase di partenza o salita, si riprende in discesa o in pianura. E proprio qui risiede l’intelligenza della Copenaghen Wheel che, grazie ad accelerometri e sensori di pedalata e di pendenza, è in grado di capire in ogni istante quale sia l’esigenza del ciclista. Come qualsiasi bicicletta a pedalata assistita c’è un pannello di controllo per impostare il tipo di spinta che si vuole dal motore. La differenza è che, in questo caso, non si trova sul manubrio ma direttamente nello smartphone (bisogna scaricare l’app dedicata, disponibile per Android e iOs), che si collega ai sensori della ruota via bluetooth.

Una rivoluzione annunciata per la mobilità urbana dietro alla quale c’è molta ricerca e specializzazione italiana. Uno dei principali artefici della Copenaghen Wheel, infatti, è il torinese Carlo Ratti, direttore e fondatore del Senseable City Lab del Mit. Non solo: l’intero progetto è stato sviluppato in collaborazione con l’italiana Ducati Energia, in qualità di partner tecnico, e con il supporto del Ministero dell’Ambiente.

FONTE: IL SOLE 24 ORE

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hi-Call, il guanto che rivoluziona l’inverno

hi-Call, il guanto che rivoluziona l’inverno

L’inverno è ormai tra noi ed è arrivato il momento di attrezzarsi per affrontarlo nel migliore dei modi, anche tecnologicamente. Se avete spesso freddo alle mani o avete la necessità di portare i guanti per andare in moto, ad esempio, e non volete rinunciare alla possibilità di rispondere o effettuare chiamate in modo pratico e veloce hi-Call è l’accessorio che fa al caso vostro. Prodotto dall’azienda italiana hi-Fun, specializzata nella realizzazione di accessori per dispositivi mobili, molti di questi compatibili con Apple iPhone, hi-Call è un guanto telefonico che consente di chiamare in “punta di dita” stupendo amici e passanti.

Sfruttando infatti la tecnologia Bluetooth di cui è dotato e lo speaker ed il microfono cuciti al suo interno, potremo lasciare il nostro smartphone tranquillamente in tasca, lontano dalle intemperie.

Sul dorso, all’altezza del nostro polso, sono presenti due tasti multifunzione per la gestione delle chiamate (rispondi/rifiuta/richiama) e dei guanti (accensione/connessione/spegnimento) ed un LED di stato. Quando si riceve una telefonata, per rispondere è sufficiente premere il primo tasto multifunzione, quello tondo e di colore verde. Per terminarla, la stessa procedura mentre è in corso la chiamata. Tra le altre funzioni vi segnaliamo: la possibilità di rifiutare una chiamata in entrata tenendo premuto il primo tasto multifunzione per qualche secondo e poi rilasciandolo, richiamare lʼultimo numero premendo due volte in successione il primo tasto multifunzione e attivare eventuali comandi vocali sugli smartphone più moderni.

FONTE: INTERNATIONAL BUSINESS TIMES

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