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Hacker a Sochi: Mi hanno attaccato appena sono sceso dall’aereo

Hacker a Sochi: Mi hanno attaccato appena sono sceso dall’aereo

Non è un segreto che gli hacker più attivi della terra vengano dalla Russia e non c’è occasione più ghiotta delle Olimpiadi invernali di Sochi per rubare dati personali e conti bancari. Il reporter della rete televisiva statunitense Nbc Richard Engel ha raccontato di essere stato attaccato non appena arrivato in Russia.

QUASI ISTANTANEI – Per provarlo ha comprato due computer e un telefono, li ha riempiti di dati falsi e non appena si è connesso ha ricevuto email sospette. «In un attimo gli hacker stavano già ficcando il naso nel computer», racconta, e lo «stesso è successo con il telefono». La tv americana ha svelato che tutti i device dei turisti, degli atleti e delle loro famiglie saranno puntualmente violati «non appena li accenderanno al ritiro bagagli dell’aeroporto». «Non è una questione se li violeranno ma quando», aggiunge Engel, visto che si è esposti alle minacce «non appena si tenta di comunicare con qualsiasi mezzo».

ANCHE IN HOTEL – Anche il Dipartimento di stato americano secondo Engel avrebbe «avvertito i turisti di non aspettarsi nessun rispetto per la privacy nemmeno nelle stanze di hotel». In fin dei conti, «una delle prime cose che faranno i visitatori non appena arrivati in Russia sarà connettersi», prosegue il giornalista, «E gli hacker ci contano».

PARADISO DEL CYBERCRIMINE – Sono frasi di stampo quasi terroristico ma non dimentichiamoci che parliamo di un Paese che è stato ribattezzato più volte il paradiso degli hacker, in cui la mafia è direttamente coinvolta nel cybercrimine e che ha dato i natali a virus famosi e diffusissimi come Bagel, MyDoom, NetSky e SMSSend (andr.smssend), il famigerato trojan che conta per il 98 per cento degli attacchi sui device mobili.

FONTE: CORRIERE.IT

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La Cassazione dichiara colpevoli le cellule italiane di Anonymous

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Nonostante a livello mondiale Anonymous possa ispirarsi ad ideali meritevoli e condivisi dalla coscienza sociale come l’impegno su temi ecologici, le ‘cellule’ di hacker che commettono accessi abusivi a siti di società o istituzioni non possono ottenere giustificazione per queste azioni. Lo sottolinea la Cassazione. La sentenza 50620 ha confermato la custodia cautelare agli arresti domiciliari per Gianluca Preite, che in nome di Anonymous aveva commesso accessi abusivi insieme ad altri indagati.

FONTE: ANSA

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