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Google, dopo Alphabet rivoluziona anche il logo

Google, dopo Alphabet rivoluziona anche il logo

Google ha un nuovo logo. Dopo la svolta societaria di Alphabet annunciata a metà agosto, cambia anche il suo logo, a distanza di due anni dalla precedente evoluzione. Mantenendo i classici colori blu, rosso, giallo e verde non solo muta carattere ma rispecchia l’evoluzione dei servizi della società con un occhio ai dispositivi mobili. Il nuovo logo sarà visibile gradualmente dalle prossime ore e viene anche illustrato con un doodle.

“Pensiamo che la novità rifletta tutti i nostri servizi, dalla ricerca a Google Maps, passando per Gmail, Chrome e altri prodotti”, spiega la società in un post ufficiale e aggiunge: “Abbiamo preso il logo e il brand di Google – originariamente pensati per una pagina visualizzata da computer – e li abbiamo ripensati per un mondo sempre connesso attraverso un numero crescente di dispositivi e input diversi tra loro (vocale, digitazione e touch). Per esempio, nuovi elementi come un microfono colorato vi aiuteranno a capire come interagire con Google, che stiate parlando, digitando o toccando lo schermo”.

Google in 17 anni di vita ha avuto diversi loghi, la versione attuale risale a ottobre 2013. Per festeggiare ricorrenze o avvenimenti speciali Big G cambia il logo con uno attinente all’evento, a volte animato, chiamato doodle.

L’11 agosto scorso la società di Mountain View ha annunciato a sorpresa la nascita di Alphabet, la holding a cui faranno capo tutte le divisioni del gruppo, inclusa Google Inc che ne diventerà una controllata. La multinazionale separa di fatto l’attività di ricerca sul web, YouTube e le altre società internet dalle divisioni di ricerca e investimento.

FONTE: ANSA

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Google ci dice le calorie degli alimenti (quasi tutti)

Google ci dice le calorie degli alimenti (quasi tutti)

Per sapere il valore energetico di un alimento non serve consultare un sito web, basta inserire il nome del cibo nel motore di ricerca di Google, seguito dalla parola “calorie”, per avere un box con l’informazione richiesta.
La novità riguarda sia alimenti quali mele o pomodori, sia piatti come la pizza o la pasta. In questo caso, un menu a tendina consente di sceglierne il tipo, che per ora tradisce le origini americane di Big G: dagli spaghetti con polpette alle pizze della catena Domino.

La notizia arriva a pochi giorni dall’annuncio di “Im2Caloriesed”, un progetto con cui Google punta a contare le calorie delle foto di cibo, grazie ad algoritmi e intelligenza artificiale che analizzano e riconoscono cosa c’è nel piatto e fanno una stima del suo valore energetico.

FONTE: ANSA

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Un anno di diritto all’oblio

Un anno di diritto all’oblio

Il 13 maggio 2014 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea riconosceva legittima la richiesta dello spagnolo Mario Costeja González, il quale desiderava sparissero dal web alcuni link che lo riguardavano. Al tema è sensibile anche il Senato della Repubblica che ha costituito un gruppo di lavoro per una versione interna del diritto all’oblio.

La sentenza della causa C-131/12 nel dare ragione a Mario Costeja González da’ ragione a tutti quei cittadini europei che vogliono esercitare il “diritto all’oblio”. Nel caso specifico, giova ricordarlo, lo spagnolo chiedeva che sul web non fossero più rintracciabili dei link che portavano alle pagine del quotidiano “La Vanguardia” sulle quali venivano annunciate le vendite all’asta di alcuni suoi beni in un momento economico per lui non propizio. Una storia vecchia, risalente al 1998, che secondo Costeja González ne discriminava l’immagine anche a 16 anni di distanza.

Ne è nato un discorso di ordine giuridico-filosofico ancora oggi non del tutto sedato: da una parte gli interessi del cittadino e il concetto spesso fumoso di “informazioni utili alla società” che costituiscono uno dei prerequisiti per la rimozione dei link, dall’altra parte gli interessi delle aziende e, nell’ultimo angolo del trilatero, il potere di Google che non può e non deve rimanere l’unico organo giudicante sulle possibilità che i richiedenti vedano soddisfatte le proprie volontà di rimozione di link.

Quali i presupposti per la de-indicizzazione?
Non si può chiedere la cancellazione di un link se il fatto è recente o di rilevante interesse pubblico. Se il “fattore tempo” è facilmente misurabile, parametrizzare con chiarezza ciò che è di pubblica utilità è più complesso. Si deve fare appello anche al diritto di cronaca i cui effetti devono essere bilanciati con il principio di essenzialità dell’informazione, altro tema di non sempre facile interpretazione.

L’anomalia italiana (e il Garante per la Privacy)
A livello mondiale Google ha soddisfatto il 41,3% delle richieste di rimozione, in Italia la percentuale crolla al 27,6%. Dato che spinge a chiedersi se alle nostre latitudini vi sia una tendenza a volere rimuovere link ritenuti discriminanti. Un buon esempio arriva dal Garante per la Privacy il quale, con Provvedimento numero 618 del 18 dicembre 2014, è stato chiamato a redimere un ricorso presentato contro Google al quale, nel caso specifico, un italiano aveva chiesto di rimuovere alcuni link che lo riguardavano e che il postulante, coinvolto in un’indagine giudiziaria, riteneva fuorvianti e pregiudizievoli. Durante l’istruttoria il Garante ha valutato anche gli snippet (le sintesi che affiancano i risultati restituiti dalle ricerche effettuate su Google) i quali, in effetti, proponevano un riassunto piuttosto penalizzante e non del tutto in linea con il contenuto dell’articolo cui facevano riferimento. Mountain View ha quindi provveduto a modificare lo snippet, senza però forzare Google nella de-indicizzazione del link. I costi del procedimento, di 500 euro, sono stati posti a carico sia del richiedente sia di Big G. Sempre in Italia una donna ha chiesto – ottenendo l’ok di Google – che venissero rimossi i link in cui appariva il suo nome in relazione all’omicidio del marito, avvenuto però diversi decenni fa. Sorte diversa ha avuto la richiesta di un cittadino italiano arrestato per reati finanziari.

Il Senato e il diritto all’oblio
Il Senato della Repubblica lavora per impedire l’indicizzazione di alcuni dati, così come proposto dal Gruppo di lavoro per l’esame delle istanze concernenti dati personali contenuti in atti parlamentari del Senato, creato per vagliare le richieste di quei cittadini i cui nomi, elencati in atti parlamentari, vengono indicizzati dai motori di ricerca. Le istanze potranno però essere presentate solo trascorsi almeno 3 anni dalla pubblicazione degli atti parlamentari stessi.

FONTE: WIRED

 

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Google a caccia dei brevetti degli utenti

Google a caccia dei brevetti degli utenti

Google va a caccia di brevetti. L’azienda californiana apre un portale sperimentale che consentirà agli inventori di poterli mettere in vendita. L’operazione si svolgerà dall’8 al 22 maggio: chi ha inventato e brevettato qualcosa potrà illustrarlo sul sito e fissare il prezzo. Big G esaminerà tutti i brevetti ed entro un mese comprerà quelli che le interessano. Il sito sperimentale è previsto all’interno del programma Patent Purchase Promotion: l’intenzione è quella di tenere lontani i ‘trolls’ – cioè quelle entità non produttive che sfruttano i brevetti per ottenere licenze e royalty – e gestire direttamente le compravendite delle invenzioni che, come si sa, consentono di implementare tecnologie nuove. Inoltre evita alle aziende di imbarcarsi in battaglie legali lunghe e costose. Dopo il 22 maggio la casa di Mountain View passerà in rassegna tutti brevetti e prenderà in esame quelli più interessanti entro il 26 giugno prossimo.

FONTE: ANSA.IT

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Ricerca avanzata da Nerd

Ricerca avanzata da Nerd

Forse non tutti sanno che puoi utilizzare caratteri speciali e parole per ricevere risultati di ricerca più specifici. A parte nei casi degli esempi riportati di seguito, la maggior parte della punteggiatura viene ignorata. Ad esempio, la ricerca di cani! viene considerata da Google uguale alla ricerca di cani.

Punteggiatura e simboli riconosciuti dalla Ricerca Google

Anche se i simboli che seguono sono supportati, non significa che i risultati siano sempre migliori se li inserisci nei termini di ricerca. Se non riteniamo che la punteggiatura consenta di restituire risultati migliori, ti potrebbero essere suggeriti risultati relativi alla ricerca priva di punteggiatura.

Nota. Quando esegui ricerche utilizzando simboli, non aggiungere spazi tra il simbolo e i termini di ricerca. La ricerca di -cani funziona, al contrario della ricerca di - cani.

 

Simbolo Modalità di utilizzo
+ Ricerca di pagine Google+ o di gruppi sanguigni Esempi: +Chrome e AB+
@ Ricerca di tag nei social network Esempio: @agoogler
$ Ricerca di prezzi
Esempio: nikon $400
# Ricerca di hashtag molto utilizzati per argomenti di tendenza Esempio: #throwbackthursday
- Esclusione di paroleAggiungi un trattino (-) prima di una parola o di un sito per escludere tutti i risultati che includono quella parola o quel sito. Questa soluzione è particolarmente utile per i termini con più significati, ad esempio il maggiolino inteso come tipo di automobile e il maggiolino inteso come insetto.Esempi: colore maggiolino -auto e panda -site:wikipedia.orgCollegamento di paroleIl trattino inserito fra diverse parole fa capire a Google che le parole sono strettamente correlate tra loro.Esempio: ristorante-pizzeria
_ Collega due parole, ad esempio part_time. I risultati della tua ricerca troveranno questa coppia di parole collegate (parttime) o collegate dal trattino basso (part_time).
" Se inserisci una parola o una frase fra virgolette, i risultati includono soltanto le pagine contenenti le parole esatte nello stesso ordine in cui sono state inserite tra virgolette. Nota. Utilizza questo tipo di ricerca soltanto se desideri trovare una parola o una frase esatta; in caso contrario vengono esclusi tanti risultati utili. Esempio: "imagine all the people"
* Aggiungi un asterisco all’interno di una ricerca come segnaposto per tutti i termini sconosciuti o carattery jolly. Utilizza l’asterisco in combinazione con le virgolette per trovare varianti della frase esatta o per ricordare parole al centro della frase. Esempio: "un * risparmiato è un * guadagnato"
.. Separa i numeri con due punti senza spazi (..) per visualizzare risultati contenenti i numeri compresi in un determinato intervallo di valori come date, prezzi e misure. Esempio: fotocamera $ 50..$ 100

 

Utilizzo degli operatori di ricerca per limitare i risultati

Gli operatori di ricerca sono parole che è possibile aggiungere ai termini di ricerca per limitare i risultati. Non devi memorizzare ogni operatore perché puoi utilizzare anche la pagina Ricerca avanzata per creare queste ricerche.

Nota. Quando esegui una ricerca utilizzando un operatore, non aggiungere spazi tra l’operatore e i termini di ricerca. La ricerca site:nytimes.com è valida, al contrario della ricerca site: nytimes.com.

 

Operatore Modalità di utilizzo
site: Vengono visualizzati soltanto i risultati relativi a siti o a domini specifici. Ad esempio, puoi trovare tutte le menzioni di “olimpiadi” sul sito web del quotidiano La Stampa o su qualsiasi sito con dominio .gov. Esempi: olimpiadi site:lastampa.it e olimpiadi site:.gov
link: Consente di trovare pagine che rimandano a una pagina specifica. Ad esempio, puoi trovare tutte le pagine che rimandano a google.com. Esempio: link:google.com
related: Consente di trovare siti simili a un URL che conosci. Se cerchi siti correlati a Time.com, troverai altri siti di pubblicazione di notizie che potrebbero interessarti. Esempio: related:time.com
OR Se desideri cercare pagine che potrebbero contenere soltanto una di una serie di parole, inserisci OR (tutto maiuscolo) tra le parole. Se non utilizzi l’operatore OR, in genere nei risultati vengono visualizzate soltanto le pagine contenenti entrambi i termini. Esempio: luogo coppa del mondo 2014 OR 2018
info: Consente di ricevere informazioni su un URL, incluse la versione della pagina memorizzata nella cache, pagine simili e pagine che rimandano al sito.  Esempio: info:google.com
cache: Consente di visualizzare l’aspetto di una pagina in occasione dell’ultima scansione del sito da parte di Google.  Esempio: cache:washington.edu

 

FONTE: WIRED, GOOGLE

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Diritto oblio: comitato esperti Google, va limitato all’Ue

Diritto oblio: comitato esperti Google, va limitato all’Ue

Il diritto all’oblio va limitato all’Unione Europea. E’ questo il succo delle conclusioni del rapporto del comitato di esperti incaricato da Google di esaminare gli effetti della sentenza della Corte di Giustizia Ue del 13 maggio 2014, che ha sancito il diritto dei cittadini europei di chiedere l’eliminazione di link giudicati “inadeguati o irrilevanti”. Google ha rimosso oltre 200mila link.

A questo link si può leggere il testo dell’intero rapporto.

Del comitato di esperti fanno parte, tra gli altri, Jimmy Wales di Wikipedia, l’italiano Luciano Floridi, professore di filosofia ed etica dell’informazione all’università di Oxford, e Sylvie Kauffmann, direttore editoriale del quotidiano francese Le Monde. Per redigere le conclusioni del rapporto, il comitato ha tenuto consultazioni in tutta Europa, Italia compresa, in cui ha ascoltato istituzioni, aziende, media, mondo accademico, settore tecnologico, le organizzazioni che si occupano di tutela dei dati “al fine di far emergere e approfondire le relazioni complesse che intercorrono tra il diritto di sapere e il diritto alla privacy”.

“E’ stato molto utile ascoltare in questi mesi una molteplicità di punti di vista diversi in tutta Europa e terremo questo rapporto in considerazione. Nello svolgere le attività volte ad ottemperare alla decisione della Corte di Giustizia Europea stiamo anche attentamente considerando le indicazioni fornite dai Garanti europei”: è il commento di David Drummond, capo dell’ufficio legale dell’azienda di Mountain View.

FONTE: ANSA.IT

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2014: un anno di ricerche con Google

2014: un anno di ricerche con Google

I Mondiali in Brasile, l’iPhone 6, Ebola e Robin Williams: sono queste alcune delle parole emergenti del 2014 in Italia secondo Google. Il colosso di Mountain View ha stilato come di consueto le classifiche dei termini che hanno registrato una crescita significativa rispetto al 2013. L’attore de ‘L’attimo fuggente’, scomparso ad agosto, è anche in cima alla lista dei personaggi più cliccati del 2014. Gli italiani hanno poi cercato online il significato di selfie.

I trend delle ricerche sono consultabili a questo link.

Le top ten di “Un anno di ricerche su Google” sono divise in diverse categorie e arrivano dopo le classifiche stilate da Yahoo! (dove hanno vinto il meteo e l’oroscopo), da Bing di Microsoft (che ha incoronato Peppa Pig), da Facebook (qui al pari di Google hanno trionfato i Mondiali) e Twitter (ha registrato il successo di Sorrentino con “La grande bellezza”).

Stando a Big G, tra le parole emergenti del 2014 ci sono anche il Grande Fratello, le “istanze online”, ebola, Michael Schumacher, “La grande bellezza”, “Temptation Island” e Sanremo 2014. Tra i personaggi, dopo Robin Williams e il pilota Schumacher, vittima di un grave incidente, ci sono lo scomparso Giorgio Faletti, la conduttrice Veronica Maya e l’attrice Jennifer Lawrence, le cui immagini osé rubate sono finite in rete insieme a quelle di diversi altri vip. Le star dei Mondiali sono invece Cristiano Ronaldo, Diego Costa e Ciro Immobile.

La meta emergente per le vacanze è l’isola di Gozo. Tra le ricette dominano le chiacchiere, tra i ‘come fare’ il barbecue e le ciambelle.

FONTE: ANSA.IT – GOOGLE

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Google prepara YouTube per bambini

Google prepara YouTube per bambini

Dopo le indiscrezioni dei mesi scorsi la conferma: Google sta lavorando ad una versione di YouTube per bambini al di sotto dei 12 anni, che già sono grandi fruitori di video sulla piattaforma online. La conferma arriva da Pavni Diwanji, Vice Presidente del settore ingegneria di Google, che ha rilasciato un’intervista a Usa Today. La versione di YouTube per bambini dovrebbe arrivare nel 2015. E non sarebbe l’unica novità rivolta al pubblico dei più piccoli: l’azienda di Mountain View starebbe preparando per loro anche una versione apposita di Chrome, il celebre browser per la navigazione su Internet. “Questa è una delle più grosse sfide a cui dovrò far fronte.

Vogliamo accertarci che ogni singolo pezzo di Google sia adatto ai bambini”, dice la manager di Google, Pavni Diwanji, che ha due figli di 8 e 13 anni. La legge statunitense regolamenta il modo in cui prodotti e servizi su Internet devono essere forniti ai bambini attraverso il Children’s Online Privacy Protection Act. “Vogliamo dare ai genitori gli strumenti giusti per controllare l’uso che i figli fanno dei nostri prodotti. Non solo vogliamo che i bambini navighino al sicuro, ma che siano anche creatori e non sono fruitori di tecnologia”, sottolinea Pavni Diwanji.

FONTE: ANSA.IT

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Con app Google-Mozilla privacy al sicuro

Con app Google-Mozilla privacy al sicuro

Una applicazione sviluppata da un team di ricercatori, tra cui quelli diGoogle e Mozilla, e dedicata agli sviluppatori rende i browser ‘supersicuri’, impedendo ad eventuali codici ‘maliziosi’ nelle pagine web di sottrarre informazioni personali per indirizzarle a terzi. La novità è stata presentata al meeting Usenix di Broomfield, in Colorado, mentre l’applicazione sarà scaricabile a partire dal 15 ottobre da questo sito.

”Il nuovo sistema si basa su una proprietà chiamata ‘confinamento’ che è nota fin dagli anni ’70 ma che è difficile da mettere in pratica in programmi come i browser – spiega Brad Karp dell’University College di Londra, uno degli sviluppatori – Cowl ‘confina’ i programmi eventualmente contenuti in una pagina web, permettendo loro di ricevere le informazioni dell’utilizzatore ma impedendo loro di condividerla con terzi non autorizzati”.

L’applicazione, hanno spiegato i ricercatori, può essere usata senza compromettere la velocità del browser. Il team ha mostrato nell’esposizione durante il convegno come Cowl può essere usato per preparare ad esempio un editor di documenti, un password manager e un sito che include database di terze parti tutte inattaccabili dal punto di vista della privacy dell’utilizzatore.

FONTE: ANSA.IT

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Google, nel 2015 arriverà il tablet 3D

Google, nel 2015 arriverà il tablet 3D

Il tablet con sensori 3D di Google, figlio di “Project Tango”, arriverà sul mercato nel 2015 e sarà realizzato in collaborazione col produttore sudcoreano LG.
L’annuncio è arrivato dal colosso di Mountain View nel secondo giorno della conferenza per gli sviluppatori di San Francisco.
Svelato a febbraio, “Tango” è il progetto di Google volto a realizzare smartphone e tablet con sensori 3D in grado di creare mappe tridimensionali dell’ambiente circostante e diventare potenziale strumento per applicazioni di realtà aumentata e ludiche. L’obiettivo di Google, come annunciato durante una sessione della conferenza per gli sviluppatori appena chiusa in California e riportato da The Verge, è di portare una prima versione del tablet ai consumatori all’inizio del prossimo anno.
I sensori dei dispositivi “Tango” sarebbero in grado di raccogliere oltre 250mila rilevazioni tridimensionali al secondo e aggiornare la propria posizione in tempo reale. Fra le possibili applicazioni, oltre ai giochi anche la ”navigazione indoor”, ovvero la possibilità di prendere le misure di luoghi e spazi interni per muoversi meglio, anche ad uso di persone con disabilità visiva.

FONTE: ANSA.IT

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