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Cyberbullismo, ci sarà anche sequestro smartphone

Cyberbullismo, ci sarà anche sequestro smartphone

Il cyberbullismo potrebbe presto diventare un reato specifico, con pene da sei mesi a cinque anni di carcere, se commesso da un maggiorenne, mentre potrebbe condurre al sequestro dello smartphone del “bullo” se questi è un minore. E’ quanto prevedono alcuni emendamenti della presidente della Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, sottoscritti da tutto il gruppo Dem della stessa commissione, al ddl sul cyberbullismo giunto dal Senato.

Il testo approvato da Palazzo Madama comprende misure di prevenzione di questo fenomeno, mentre in commissione Giustizia si vogliono introdurre anche misure di contrasto e repressione.

Dalle audizioni è emerso il fenomeno del bullismo e del cyberbulismo da parte di maggiorenni, tra i 18 e i 20-21 anni, a danno dei minori o di coetanei. Quando i comportamenti vessatori vengono effettuati con i social o con mezzi informatici scatta appunto il cyberbullismo. Qui gli emendamenti distinguono a seconda dell’età dell’autore di questi comportamenti e della vittima. Se il cyber-bullo è un minore l’intervento punitivo viene graduato fino all’ammonimento da parte del Questore, fino al sequestro del “dispositivo”, vale a dire del computer, tablet o smartphone usato dal cyber-bullo, anche se esso “appartiene a terzi”, per esempio ai genitori. Quando questi comportamenti sono compiuti da maggiorenni puo’ scattare il reato penale “punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”.

FONTE: ANSA.IT

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Genitori impotenti su cyberbullismo

Genitori impotenti su cyberbullismo

Genitori ‘impotenti’ di fronte al cyberbullismo, o meglio questa è la sensazione che hanno. A portare sotto i riflettori del Mobile World Congress di Barcellona il tema giovani e sicurezza in rete è la società Kaspersky che alla fiera ha snocciolato dati di una ricerca globale condotta l’estate scorsa secondo la quale il 22% dei genitori non si sente in grado di tenere sotto controllo i figli online, percentuale che sale al 48% se riferita al cyberbullismo.

Condotto da Kaspersky Lab e B2B International, lo studio evidenzia che gli adulti che con le migliori intenzioni vogliono garantire ai propri figli la loro privacy rischiano di metterli maggiormente a rischio di molestie o abusi. Solo il 19% afferma di essere amico o di seguire i propri figli sui social media e solo il 39% monitora le attività online dei figli.

Meno della metà, il 38%, afferma di aver affrontato la questione dei rischi con i propri bambini o ragazzi. Sul fronte figli, dallo studio emerge che questi sono spesso riluttanti nell’ammettere di essere stati oggetto di cyberbullismo: il 25% dei genitori di bambini molestati online dice di esserne venuto a conoscenza molto tempo dopo. Il 44% dei genitori i cui figli sono stati oggetto di cyberbullismo è intervenuto per prevenire la cosa, mentre più della metà non lo ha fatto.

FONTE: ANSA.IT

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Stalking e minacce, ovvero il cyberbullismo sui social media

Stalking e minacce, ovvero il cyberbullismo sui social media

Nonostante gli sforzi di Facebook e degli altri social network per evitare e limitare il cyberbullismo, un nuovo studio del Pew Research Center ha scovato che comportamenti maliziosi e ambigui, su Internet, continuano a proporsi. Talvolta, con derive violente.

È proprio questa la ragione che ha spinto, negli scorsi giorni, il segretario della Giustizia britannico Chris Grayling ha deciso di quadruplicare (da sei mesi a due anni) la pena relativa ai reati di cyberbullismo.

Le risposte al sondaggio del Pew lasciano pochi dubbi. Il 25% degli intervistati dichiara di aver assistito a molestie prolungate ai danni di una persona e riporta di aver anche letto minacce fisiche. Uno su cinque dichiara di aver assistito (sempre all’interno del panorama digitale) a tentativi di molestia sessuale.

Delle vittime, inoltre, l’8% ha subito minacce fisiche, altrettante hanno subito stalking, il 6% è stato vittima di minacce a sfondo sessuale. Il 26%, inoltre, dice di non avere idea della reale identità dell’aggressore. Le vittime più colpite? I giovani tra i 18 e i 20 anni. Dove avvengono questi crimini? Per il 66% delle volte, proprio suisocial network.

Se il 60% delle persone colpite da questa dinamica ignorano la minaccia, solo il 5% ricorre ad azioni legali. Spesso ci si allontana dal sito o dal social di riferimento (13%) o cambia nome. Non solo le donne, anche gli uomini sono colpiti da cyberbullismo, ma sono poi le donne – per il 38% dei casi, a fronte del 17% degli uomini – a descrivere e prendere sul serio questi incidenti.

FONTE: WIRED

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Cyberbullismo, apre ambulatorio a Roma

Cyberbullismo, apre ambulatorio a Roma

Nasce all’ospedale Gemelli di Roma un ambulatorio per curare i danni reali e prevenire le conseguenze spesso drammatiche delle offese virtuali del cyberbullismo. E’ in collaborazione con la Polizia Postale e in continuità con l’Ambulatorio per la Dipendenza da Internet del Policlinico romano di cui è responsabile Federico Tonioni. La cura e la riabilitazione saranno svolte attraverso psicoterapia e e terapia di gruppo, con uno spazio di ascolto anche per i genitori.

FONTE: ANSA.IT

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Campagna della Polizia sulla sicurezza online

Campagna della Polizia sulla sicurezza online

Una campagna dedicata ai più giovani, per far capire i rischi che si nascondono su Internet e social network, navigare sicuri, evitare violazioni della privacy, difendersi da cyberbulli: è Una vita da Social, la nuova iniziativa della Polizia assieme ad aziende e soggetti che operano sul web (Facebook a Google, Microsoft e Youtube, da Fastweb a Telecom, Vodafone, Wind e Tre, da Libero a Poste e Virgilio, da Norton a Skuola.net) che toccherà 30 città italiane e coinvolgerà oltre 150mila studenti.

Per i dettagli sull’iniziativa: clicca QUI

FONTE: ANSA.IT, POLIZIA DI STATO

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