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Istat: aumenta il commercio online, attiva un impresa su due

Istat: aumenta il commercio online, attiva un impresa su due

Aumenta in misura significativa la quota di imprese attive nel commercio elettronico: il 44,4% delle imprese ha effettuato nel corso dell’anno precedente vendite e/o acquisti on-line (erano il 37,5% nel 2012). Il 7,6% (il 6,2% nel 2012) ha venduto on-line i propri prodotti o servizi realizzando un fatturato pari al 7,2% di quello totale (6,4% nel 2012). Lo rileva l’Istat nel report ‘Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese’.

La possibilita’ di vendere on-line, prosegue l’Istat, e’ utilizzata soprattutto da alcuni specifici settori quali l’editoria (42,8%, in flessione rispetto al 53,6% del 2012) e i servizi di alloggio (55,8% rispetto al 46,7% del 2012). Dopo la continua crescita registrata negli anni precedenti (dal 13,3% nel 2009 al 25,4% nel 2012), l’adozione di software specifici per la raccolta e condivisione con altre aree aziendali di informazioni raccolte sulla clientela (CRM) ha subito quest’anno una leggera flessione (23,1%). Permangono accentuate le differenze tecnologiche tra grandi e piccole imprese anche se, nel corso degli ultimi anni, le imprese italiane hanno progressivamente incrementato l’adozione di tecnologie di base.

Sono migliorate le tipologie di connessione a Internet (le imprese connesse in banda larga fissa passano dall’82,8% del 2009 al 91,5% del 2012 fino all’attuale 93,1%) e con esse anche le relazioni on-line con altri soggetti esterni quali la Pubblica Amministrazione (P.A.).

FONTE: AGENZIA GIORNALISTICA ITALIANA

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Truffe online, raggiri per 4 milioni di €

Truffe online, raggiri per 4 milioni di €

 La Polizia Postale di Roma ha concluso una vasta operazione contro un’organizzazione criminale dedita alle truffe on line che ha fruttato al gruppo proventi per circa 4 milioni di euro. Sono 3 le persone arrestate e 4 quelle denunciate, 13 i siti sequestrati. Il gruppo realizzava siti per il commercio elettronico con grande precisione e cura dei particolari dando vasta pubblicita’ sui motori di ricerca piu’ visitati, anche attraverso la stipula di contratti particolari che ponessero sempre tali articoli in posizioni apicali.

La merce venduta era sempre hi-tech, particolarmente appetibile sul mercato elettronico. Al prezzo gia’ conveniente in partenza veniva applicato un ulteriore sconto del 20 o 30%, cosi’ da rendere l’offerta ancora piu’ credibile. Al fine di rendere il tutto piu’ verosimile il gruppo aveva provveduto ad attivare, mediante l’uso di documenti falsi realizzati anche mediante acquisizione di foto presenti sul web, imprese on line in varie parti d’Italia, che avevano superato anche lo scrutinio degli acquirenti piu’ sospettosi.

Sino a questo momento, infatti, sono state identificate ben 4.000 vittime della truffa. Le somme provento delle truffe, ritirate su tutto il territorio nazionale tramite prelievi bancomat e operazioni di sportello presso istituti bancari e postali, venivano convogliate su conti correnti on line, ma anche bancari e postali tradizionali. Un ingente quantitativo di denaro e’ stato anche fatto transitare su carte di debito e credito e su conti PayPal. I tre arresti sono stati effettuati a Pescara e Campobasso, quest’ultimo in collaborazione con il compartimento di Polizia Postale molisano. Le perquisizioni sono state eseguite a Pescara, Campobasso, Ferrara e Livorno. I 13 siti web, tutti attestati in Italia, gestiti remotamente dal gruppo, attraverso societa’ britanniche, per pubblicizzare il presunto materiale oggetto delle truffe sono stati sequestrati.

Le indagini proseguono per risalire a eventuali altri siti fraudolenti e ulteriori vittime dell’attivita’ del gruppo.

FONTE: AGENZIA GIORNALISTICA ITALIANA

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