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Collare “smart” per controllare la salute del tuo cane

Collare “smart” per controllare la salute del tuo cane

Sapere in qualunque momento che fa il proprio cane, se si muove abbastanza o dorme bene è probabilmente il sogno di ogni padrone, e in Giappone da marzo sarà possibile. Lo ha annunciato Ntt Docomo, principale operatore telefonico del Paese, che metterà a disposizione da marzo un “collare smart”, con Gps e connessione 3G, e una piattaforma che elabora le informazioni.

Il dispositivo Pet Fit Tag, riportano diversi siti giapponesi tra cui Akihabara News, pesa circa 30 grammi, è largo 5 centimetri e costerà, insieme alla piattaforma che riceve il segnale e lo invia allo smartphone o al tablet del padrone, circa 190 euro.
Sulla base degli spostamenti registrati è possibile sapere quanti passi ha fatto il cane, se ha dormito, se si è mosso abbastanza o se ha bisogno di più esercizio e persino se la temperatura del luogo dove si trova è troppo alta, informazioni analoghe a quelle di dispositivi simili per i bambini.
E’ anche possibile per i padroni accedere ai dati di 900 alimenti diversi per cani e a risposte di veterinari alle domande più frequenti. ”Il cane è un membro importante della famiglia – si legge sul sito dedicato all’iniziativa – vogliamo che sia sempre di buonumore”.

FONTE: ANSA.IT – TISCALI.IT

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Autorità Usa contro pirateria delle App

Autorità Usa contro pirateria delle App

Per la prima volta il dipartimento di Giustizia americano sta cercando di presentare un caso penale contro alcune persone che avrebbero aiutato a distribuire versioni piratate di migliaia di app per il sistema operativo Android di Google. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che finora 4 persone sono state accusate di crimini sul diritto d’autore per aver creato illegalmente versioni di app coperte da copyright o siti dove app a pagamento potevano essere scaricate gratis.

FONTE: ANSA.IT

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Le visite della pelle si fanno con un’app

Le visite della pelle si fanno con un’app

Le visite dermatologiche effettuate al telefono sono efficaci quanto quelle dal vivo, un aiuto a ridurre liste d’attesa negli ospedali. La teledermatologia è spiegata dagli specialisti dell’Università della Pennsylvania in una ricerca pubblicata su Jama dermatology. I medici hanno fornito le stesse diagnosi di quelli che visitavano dal vivo nell’88% dei casi e prescritto una biopsia urgente come gli altri nel 95% dei casi. Hanno usato app messe a punto con l’American Academy of Dermatology.

FONTE: ANSA.IT

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App scova dipendenza da smartphone

App scova dipendenza da smartphone

In media un utilizzatore di uno smartphone lo controlla 80 volte al giorno, una ogni 12 minuti, ma solo 8 minuti al giorno sono dedicati alla conversazione. Lo dice uno studio dell’università di Bonn basato sui dati di una app che rivela segni di dipendenza da cellulare. Disponibile gratis su Android, tiene sotto controllo i dati sull’uso dello smartphone e li invia a un server che li analizza e scova comportamenti compulsivi. Per l’esperimento sono stati reclutati 50 studenti universitari.

FONTE: ANSA.IT

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Consumatori sempre più app dipendenti. Si apre l’era del computing consapevole

Consumatori sempre più app dipendenti. Si apre l’era del computing consapevole

Un paradigma sempre più pervasivo. O, più semplicemente, un fenomeno che condizionerà sempre di più la vita di milioni e milioni di persone. Le app mobili toccheranno quota 268 miliardi di download entro il 2017 e, questo il dato che gli analisti di Gartner mettono in particolare evidenza, gli utenti forniranno volontariamente ogni giorno informazioni personali a più di 100 fra servizi e applicazioni (principalmente gratuite) scaricate sui propri dispositivi.

Molte delle informazioni che segnano il quotidiano di ogni individuo si incanaleranno nelle app mobili per alimentare i Big Data stivati nelle sconfinate sale macchine dei grandi service provider, Google in testa. Cambierà il modo in cui le persone interagiranno con le app e questo cambiamento sarà dettato per l’appunto dai dati personali degli utenti, dai loro post, dai siti da loro navigati, dalle loro immagini postate sui social network e da molto altro ancora. Esisterà un app per ogni cosa, dall’intrattenimento alla domotica, e prenderà corpo via via il concetto di “cognizant computing”, di computing consapevole. L’evoluzione ulteriore, stando alla definzione coniata proprio da Gartner, del personal cloud, in cui servizi e messaggi pubblicitari sono inviate in modo automatico e profilato ai consumatori.

Il ruolo dei device indossabili
Le aziende e i grandi brand soprattutto, fanno notare da Gartner, ricorrono sin d’ora alle app per attuare le rispettive strategie di “engagement” dell’utente; con il crescere dei livelli di adozione di questo strumento e con l’aumentare dell’uso di device mobili e indossabili (come i Google Glass e gli smartwatch) sempre connessi, il ruolo delle applicazioni mobili diventerà ancora più importante.
Nell’arco dei prossimi tre-quattro anni, dice ancora lo studio della società americana, il fenomeno consoliderà la propria presenza in altri ambienti, interessando non più solo smartphone e tablet ma anche elettrodomestici, automobili (i sistemi di infotainment delle vetture) e per l’appunto i cosiddetti “wearable device”, che nel 2017 catalizzeranno la metà di tutte le interazioni con le app. Orologi intelligenti e occhialini con la realtà aumentata sfrutteranno le applicazioni in più vesti, come canale per lo scambio dei dati, come interfaccia utente e come “tool” per la creazione e il consumo di contenuti o la connettività.

La casa intelligente
L’era che ci apprestiamo a vivere, nel segno delle app, si tingerà di sistemi e tecnologie che gli analisti considerano veicoli per il computing consapevole, un’era in cui l’analisi delle informazioni digitali prodotte dal singolo utente (dati personali e relativi alla sua localizzazione, abitudini e preferenze, amici e contatti) cresceranno esponenzialmente in valore e in volumi. Già nel 2015, secondo Gartner, il cognizant computing sarà uno dei principali abilitatori delle soluzioni per la casa intelligente, interpretando i bisogni e le necessità dell’utente per gestire, tramite una batteria di dispositivi interconnessi fra di loro, specifiche mansioni dentro le mura domestiche, dall’accensione del condizionatore a un determinato orario alla richiesta di assistenza medica se si verifica un’emergenza.

Un nuovo fronte di sfida per Google & Co.
Chi beneficerà, fra le grandi firme dell’hi-tech, di questa rivoluzione annunciata? Gli analisti sono convinti che in una posizione di vantaggio vi siano le varie Google, Amazon, Facebook ed Apple, e cioè aziende capaci di aver costruito in questi anni una stretta relazione con gli utenti, sfruttando tale relazione come fonte primaria per immagazzinare dati da analizzare in forma predittiva. Il computing consapevole, i dati che viaggiano nella cloud, le app: la vita digitale degli individui si snoderà attraverso questi elementi. Alla faccia della privacy di ognuno di noi.

FONTE: IL SOLE 24 ORE

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Apple cede: rimborserà i genitori per gli acquisti di app fatte senza consenso dai bambini

Apple cede: rimborserà i genitori per gli acquisti di app fatte senza consenso dai bambini

Apple rimborsa milioni di dollari a genitori che si sono visti addebitare costi per upgrade di app e giochi su iPhone e iPad effettuati dai figli senza il loro consenso. Cupertino patteggia con la Federal Trade Commission, l’antitrust americana, che l’accusa di non aver propriamente comunicato ai clienti, soprattutto genitori, che una volta immessa la password si apre automaticamente una finestra di 15 minuti durante la quale sono ammessi acquisti senza limiti dall’App Store.

Finestra della quale molti bambini hanno approfittato senza avvertite i genitori che, ignari, si sono poi visti addebitare costi non approvati. Un ‘problema’, questo, di cui – secondo la Ftc – Apple è consapevole dal 2011 ma che non ha mai risolto. “Tutelare i bambini è la priorità dell’App Store dall’inizio e Apple è orgogliosa di aver creato standard per i negozi online rendendo l’App Store un posto sicuro per i clienti di tutte le età. L’accordo di oggi estende il nostro programma di rimborsi per gli acuisti nelle app effettuati senza il permesso dei genitori” afferma Apple in una nota.

Lo scorso febbraio Apple ha patteggiato una class action sullo stesso tema, pagando decine di milioni di dollari a più di 23 milioni di clienti. In una email ai dipendenti l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, critica la Ftc per aver “continuato un caso che era già stato patteggiato. Comunque quanto proposto dalla Ftc non ci richiede nulla che non stiamo già facendo per questo abbiamo deciso di accettare invece di imbarcarci in una lunga battaglia legale”. L’accordo con l’antitrust americana richiede a Apple anche di rivedere le pratiche con cui ottiene il consenso per i pagamenti sugli acquisti per le app entro il marzo 2014″.

L’intesa con la Ftc arriva mentre Apple si prepara a uno sbarco in grande in Cina: l’accordo con China Mobile, il primo operatore telefonico al mondo, si concretizzerà venerdì, con i primi iPhone China Mobile in vendita. Milioni di ordini sono già stati effettuati, afferma il presidente del colosso cinese Xi Guoha. L’accordo fra le due società va al di là dell’iPhone e prevede una più ampia collaborazione fra Apple e China Mobile. Cook si dice “molto ottimista” sul risultato della collaborazione. “Ci stiamo conoscendo, è solo l’inizio. Ritengo che ci siano molte cose che le nostre società possono fare insieme”.

FONTE: IL SOLE 24 ORE

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Il rischio influenza si legge in un’app

Il rischio influenza si legge in un’app

Debutta il “meteo dell’influenza”, per calcolare il ‘rischio virus’ giorno per giorno con un’app  per smartphone. ‘Che influenza fa?’ è il nuovo servizio del ministero della Salute messo a disposizione dei cittadini per prevedere il picco influenza e pianificare di conseguenza studio, lavoro e vacanze. E’ una sorta di meteo dell’influenza interattivo, su www.campagnainfluenza.it dove, ogni giorno, è indicato il rischio influenza; è accessibile anche come app per smartphone.

FONTE: ANSA.IT

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App per smartphone: +115% nel 2013

App per smartphone: +115% nel 2013

Le applicazioni per smartphone e tablet non conoscono crisi. Secondo Flurry Analytics nel 2013 il loro utilizzo è aumentato del 115%. Al top il ‘boom’ delle app di social network e messaggi: il loro uso è triplicato in un anno (+203%), dato che non sorprende vista l’eco sui media relativa a servizi come WhatsApp, WeChat, Fb Messenger e SnapChat. Bene anche le app di produttività, cresciute di quasi il 150% in un anno. Crescono meno quelle di news, +31%.

FONTE: ANSA.IT

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Spazzolino ‘smart’, dice come lavi denti

Spazzolino ‘smart’, dice come lavi denti

Sarà disponibile entro l’estate, costo tra i 90 e i 200 dollari. uno spazzolino ‘smart’ che avverte se si lavano male i denti. A lanciare la novità al Ces di Las Vegas la Kolibree. Il dispositivo oltre ad assolvere la sua funzione ‘tradizionale’ è dotato di bluetooth e sensori in grado di stabilire se sono state raggiunte tutte le aree della bocca e se i movimenti sono stati corretti e di durata sufficiente. I dati sono inviati ad una app che è predisposta per correggere gli errori.

FONTE: ANSA

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VW Play the Road: l’app che sceglie la musica in base al tuo stile di guida

VW Play the Road: l’app che sceglie la musica in base al tuo stile di guida

Play the road: è il claim che accompagna il video di presentazione di un servizio di car entertainment molto particolare (e per il momento ancora sperimentale) a firma Volkswagen. Si tratta di una nuova app che la casa tedesca ha sviluppato in collaborazione con Underworld e che ribalta il luogo comune secondo cui la musica ascoltata in auto condiziona lo stile di guida.

Grazie a questo software sarà invece il modo di guidare a generare la musica, e non viceversa.

Come funziona il tutto?

Una volta collegato lo smartphone su cui è caricata al computer di bordo (nel caso specifico quello di una Volkswagen GTI), l’app raccoglie da questo informazioni sulla velocità, sui giri del motore, sull’accelerazione e la localizzazione sfruttando l’accelerometro, il giroscopio e il ricevitore Gps presenti sul telefonino (per esempio un iPhone). Tutti i dati raccolti vengono quindi elaborati, filtrati e ottimizzati per creare in tempo reale, tramite apposito linguaggio di programmazione, una colonna sonora originale, variabile in funzione del comportamento alla guida.

L’applicazione, già utilizzata per un concorso in cui gli automobilisti potevano sperimentare l’opportunità di “comporre” la loro traccia musicale su un percorso speciale, non è ancora disponibile per il pubblico e non ci sono indicazioni da Volkswagen sui tempi di rilascio. Di sicuro ha dalla sua il fatto di essere una soluzione innovativa nell’ambito delle tecnologie mobili presenti nell’abitacolo.

FONTE: MOTORI24

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