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La casa intelligente

La casa intelligente

Il mercato della domotica e dell’automazione casalinga è in grande fermento, e all’ultimo Consumer Electronic Show si sono viste parecchie novità interessanti (e Nest era presente con un nuovo prodotto, un rilevatore di fumo intelligente). Prese comandabili con app su smartphone e tablet, sensori che misurano la qualità dell’aria, sistemi di allarmi modulari e semplici da installare, elettrodomestici che comunicano via chat o sms: c’era di tutto a Las Vegas, ma la sensazione è che manchi ancora una direzione comune, che il settore sia disperatamente alla ricerca di uno standard condiviso e di un paradigma di prodotto cui ispirarsi.

È un po’ la situazione dei riproduttori di file musicali prima dell’iPod: c’erano già diversi apparecchi sul mercato, ma fu Apple a inventare il paradigma del lettore mp3. E anzi l’inventore fu Tony Fadell: nel suo libro appena uscito su Jonathan Ive, Leander Kahney racconta proprio di come Jobs insistette per assumere Fadell, che aveva già realizzato un prototipo di lettore multimediale piccolo e facile da usare. E spiega anche che i rapporti tra Ive e Fadell divennero anno dopo anno sempre più tesi, finche quest’ultimo fu costretto a lasciare Apple nel 2008.

 Dopo due anni fondò Nest Labs, insieme con un Matt Rogers, altro ex dipendente Apple: frustrato dall’esperienza avuta costruendo la sua nuova casa, Fadell cercò di portare nell’automazione domestica l’idea di semplicità e accessibilità che aveva fatto dell’iPod un prodotto vincente (anzi di più, un’icona culturale). Nest è un termostato bello da vedere e semplice da usare, capace di apprendere le abitudini di chi lo usa, regolando automaticamente la temperatura in base alle effettive esigenze e spegnendosi il riscaldamento in caso di lunghe assenze.

Venduto per ora solo negli Usa (e all’inizio principalmente negli Apple Store), costa 250 dollari, circa il doppio di un termostato elettronico tradizionale. “Ma si ripaga con i risparmi che permette di realizzare, per una casa media circa 300 dollari l’anno”, spiegava Fadell al lancio, nel 2010.

FONTE: LA STAMPA