Informatica per tutti Blog

Information Technology Blog

Il progetto Europeana: una metafora dell’UE?

Il progetto Europeana: una metafora dell’UE?

Una delle critiche che, specie in tempi di crisi come gli attuali, si leva nei confronti della UE consiste nella mancanza di un vero sentimento comune europeo.

La libera circolazione delle merci, delle persone, dei capitali, la progressiva estensione del perimetro dell’Unione, l’adozione dell’Euro, non si sono dimostrati sufficienti per convincere gli euro-scettici, che trovano ampia eco anche in partiti ben rappresentati nei Parlamenti dei Paesi membri.

Si avverte, in altre parole, l’esigenza di fondare, o rifondare, o riscoprire, delle radici comuni, una cultura di appartenenza che possa definirsi europea.

Tale necessità ha trovato conferma nel fallimento del processo costituente, abbandonato nel 2009 a seguito dei referenda negativi in Francia e nei Paesi Bassi. Lo ha dimostrato anche il dibattito in merito all’adesione all’UE della Turchia o di Israele ed in genere la riflessione dottrinale sulle fondamenta romanico-cristiane dell’Europa.

Sull’Osservatore Romano del 4 febbraio 2011 si leggeva la trascrizione di una lettera di Papa Benedetto XVI al nuovo ambasciatore d’Austria presso la Santa Sede secondo cui “L’edificazione della casa comune europea può sortire un buon esito soltanto se questo continente è consapevole delle proprie fondamenta cristiane e se i valori del Vangelo nonché della immagine cristiana dell’uomo saranno, anche in futuro, il fermento della civiltà europea”. Si tratta, com’è evidente, di una posizione non solo non unanimemente condivisa, ma spesso avversata. Ciò nonostante essa continua ad interrogare le coscienze.

Ebbene, il progetto Europeana, con i suoi alti e bassi, pare rappresentare una metafora, se non una diretta manifestazione, di questa complicata ricerca valoriale per l’UE.

Come è noto, Europeana nasceva dal desiderio espresso dai primi ministri di Francia, Germania, Spagna, Italia, Polonia ed Ungheria nel 2005 di creare una biblioteca virtuale europea (the Europe’s cultural heritage accessible for all).

Nata sotto i migliori auspici, Europeana cataloga milioni di opere (o meglio di metadati) di vario genere (fotografie, quadri, spartiti musicali, libri, messi a disposizione gratuitamente e svincolate dal diritto d’autore). Nei primi giorni del suo varo nel 2008 già riceveva da 10 a 13 milioni di visite all’ora, tanto da renderlo per molti giorni inutilizzabile.

Ciò nonostante, alla prova del quinto compleanno, non possono essere ignorati molteplici segnali di allarme.

Se è vero che con due anni di anticipo rispetto alle previsioni, Europeana ha toccato i 30 milioni di oggetti culturali catalogati, provenienti da 2.300 istituzioni (e resi disponibili con interfaccia in 29 lingue), non pochi sono i problemi che deve affrontare:

– delicati aspetti finanziari (con il taglio drastico dei fondi);

– difficile interoperabilità dei metadati;

quadro giuridico disomogeneo del diritto d’autore i libri digitalizzati di pubblico dominio sono solo quelli non più soggetti a diritto d’autore (non sono digitalizzate nemmeno le opere orfane, né quelle esaurite), ovvero una ridottissima selezione di ciò che rappresenta veramente la cultura europea (cfr. Corriere della Sera 4/9/2009; );

– i materiali audio e video rappresentano solo il 2% dei contenuti;

– l’impegno notevolmente divergente dei vari Paesi (ancora nel 2009 la Francia copriva quasi il 50% delle opere catalogate; all’inizio del 2013 Francia e Germania si contendevano il primato, con un 17% circa ognuno). L’Italia ha riguadagnato delle posizioni, ma in larga parte attraverso la Giornata nazionale della digitalizzazione dei cimeli della prima guerra mondiale (ovvero contribuendo al progetto Europeana 1914-1918).

Enorme potenziale, notevole burocrazia, problemi finanziari, errori nella progettazione informatica quindi, a cui fa da contraltare il progetto Google Books (cioè la cessione a Google per quindici anni dei diritti sulle opere digitalizzate).

Per approfondimenti cfr. Europeana.euWikipedia

Prof. Avv. Alessandro Cortesi