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Chiuso un Windows (xp) se ne apre un altro (9)

Chiuso un Windows (xp) se ne apre un altro (9)

Morto un Windows se ne fa un altro. Microsoft ha annunciato per l’8 aprile 2014 la definitiva dismissione di Windows XP, la versione più longeva del suo sistema operativo. Da quella data non saranno più rilasciati aggiornamenti e terminerà il supporto tecnico mandando di fatto in pensione un sistema operativo che vanta 12 anni di onorata carriera.

Nato nel 2001, XP è ancora presente sul 30 per cento dei PC di tutto il mondo, una quota troppo alta per un mondo in cui l’innovazione va alla velocità della luce. Con la sua dismissione Redmond spera di traghettare gli utenti verso sistemi più nuovi anche se il passaggio non sarà facile: i successori infatti pretendono hardware più potenti, troppo costosi per istituzioni come scuole e università o per i Paesi del Terzo mondo dove XP tutt’ora è il padrone incontrastato. A questo bisogna aggiungere il flop del suo successore, Vista, che per primo ha innescato aspre polemiche sulla necessità di aggiornarsi a tutti i costi quando un sistema tutto sommato va bene.

Nato nel 2007 e ancora oggi riconosciuto come uno dei più clamorosi tonfi di Gates, Vista aveva tentato di rimpiazzare XP puntando soprattutto sull’interfaccia grafica Aero con i suoi colori accesi e le trasparenze, per altro già presenti in Linux e nell’OS X di Apple. Il problema però è che le novità si accompagnavano a richieste hardware esagerate, a una compatibilità ridotta con i programmi in commercio, a un consumo energetico esagerato e a una stabilità praticamente inesistente. Tutti aspetti che avevano convinto gli utenti a rimanere attaccati al vecchio sistema tanto che Vista oggi compare solo sul 5 per cento dei PC.

La morte di XP però porta con sé la nascita di un nuovo sistema operativo, già ribattezzato Windows 9, che dovrebbe essere lanciato nell’aprile del 2015. La sfida è superare le numerose critiche raccolte dal numero 8 a causa dell’interfaccia a mattonelle Metro e dall’assenza del tasto Start, ma soprattutto rimediare all’occasione persa con i tablet, dove Redmond stenta a decollare a causa dello strapotere di iOS e Android. Da ultimo poi il 9 dovrà fornire agli utenti un motivo valido per abbandonare Windows 7, la versione venuta dopo Vista nonché la più simile a XP che tutt’ora risulta come la più amata, dal momento che conta su una diffusione del 47 per cento dei PC.

Chiamato in codice «Treshold», dovrebbe segnare un ritorno al passato allontanandosi da quell’aspetto da tablet che non era piaciuto in Windows 8. Gli utenti infatti sembrano volere una chiara distinzione tra sistemi operativi mobile e desktop e il nuovo Windows si comporterà diversamente a seconda dei dispositivi su cui sarà installato: più leggero e touch su tablet e smartphone, più classico sui PC. Non a caso si parla già del ritorno del tasto Start. Da ultimo poi offrirà una maggiore integrazione con un altro prodotto di Microsoft, la Xbox One, e con gli store di Redmond. Lo scopo è cercare di costruire un sistema che fidelizzi l’utente come fatto egregiamente da Apple con iOS e da Google con Android. Probabilmente un primo concept sarà svelato alla BUILD, la conferenza annuale per gli sviluppatori organizzata dal 2 al 4 aprile prossimi al Moscone Center di San Francisco, storica roccaforte delle presentazioni della Mela.

FONTE: CORRIERE.IT