All posts in Economia

Usa: pronti a passo indietro sul web

Usa: pronti a passo indietro sul web

Il governo Usa ha annunciato di essere pronto ad abbandonare entro il 2015 il suo ruolo centrale nell’assegnazione di nomi e domini Internet, a favore di una governance globale del web. Un passo indietro che rappresenta una svolta storica richiesta dall’Ue, ma anche la risposta di Obama alla crescente preoccupazione dopo il Datagate. “Tutte le parti interessate meritano di aver voce in capitolo allo stesso modo nella gestione e nella governance di questa risorsa globale”, ha commentato l’Icann.

FONTE: ANSA.IT

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Accordo Ferrari-Apple per smart car

Accordo Ferrari-Apple per smart car

Al via la collaborazione tra Apple e Ferrari per le smart car. Lo rivela il Financial Times secondo cui la casa di Cupertino lancerà il primo sistema operativo per le macchine in modo di dominare in futuro il settore delle “auto intelligenti”. L’intesa riguarda anche Mercedes e Volvo. Le macchine con tecnologia Apple avranno a bordo personal computer in grado di comunicare e offrire “soluzioni alla mobilità” nel traffico che in un futuro potrebbe essere monitorato da un database centrale.

FONTE: ANSA.IT

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Facebook compra WhatsApp, operazione record da 19 miliardi

Facebook compra WhatsApp,  operazione record da 19 miliardi

Facebook annuncia a sorpresa di aver comprato il sistema di messaggeria più famoso al mondo, WhatsApp, per 19 miliardi di dollari (13,8 miliardi di euro): il saldo avverrà in parte in contanti (4 miliardi) e in parte in azioni (12 miliardi) , oltre a 3 miliardi in azioni vincolate per i dipendenti e i fondatori di Whatssup. Il co-fondatore e ad di WhatsApp Jan Koum entrerà nel consiglio di amministrazione di Facebook.

UN MILIARDO DI UTENTI – L’operazione darà la possibilità a Facebook di accedere a 450 milioni di persone che ogni mese usano il servizio di messaggistica. La cifra record è giustificata dall’enorme patrimonio di conoscenze e risorse di capitale umano che WhatsApp porterà a Facebook, e dal numero di utenti che permetterà di raggiungere. Secondo Mark Zuckerburg, l’amministratore delegato di Facebook, WhatsApp è in grado di raggiungere un miliardo di persone. Tale acquisizione, si legge in una nota di Facebook, rafforzerà la missione di Facebook e di WhatsApp di «rafforzare la connettività nel mondo sviluppando i servizi base di Internet in modo efficiente e conveniente».

“NON SI CAMBIA” – Da parte sua WhatsApp, con un post sul blog ufficiale, ha tenuto a rassicurare i suoi utenti: “Here’s what will change for you, our users: nothing”. «Ecco quel che cambierà per voi, nostri utenti: nulla». In base all’accordo raggiunto WhatsApp continuerà a operare in modo indipendente e manterrà il proprio marchio, in quella che è una scelta analoga a quella che Facebook ha compiuto quando ha rilevato Instagram per 715,3 milioni di dollari. «WhatsApp è sulla strada per connettere un miliardo di persone. Un servizio che raggiunge tale pietra miliare ha un valore incredibile» afferma Zuckerberg. «La rapida crescita di WhatsApp è spinta dalle semplici, potenti e istantanee capacità di messaggistica istantanea che offriamo – afferma Koum -. Siamo onorati di poter essere partner di Mark e Facebook mentre continuiamo a portare il nostro prodotto a un numero crescente di persone nel mondo».

NUMERI – WhatsApp, oltre ad avere 450 milioni di utenti al mese (un numero che sale di un milione al giorno), ha circa il 70% degli utilizzatori che lo usano tutti giorni, in quello che è un tasso di coinvolgimento superiore a quello degli “amici” di Facebook. Nel 2013 sono state invitati quotidianamente con WhatsApp 200 milioni di messaggi vocali, 100 milioni di video messaggi e 600 milioni di foto. Twitter conta, alla fine del 2013, una media di 241 milioni di utenti registrati.Come Facebook, WhatsApp è stata spinta da una cultura più ingegneristica che di “colore”, con i suoi fondatori Koum e Brian Acton che hanno sempre dato la priorità ad avere un’infrastruttura veloce e affidabile rispetto a “trucchi” dei rivali come gli sticker digitali o i giochi in-app. Koum e Acton si sono incontrati nel 1997 a Yahoo!, dove lavoravano.

FONTE: CORRIERE.IT

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Autorità Usa contro pirateria delle App

Autorità Usa contro pirateria delle App

Per la prima volta il dipartimento di Giustizia americano sta cercando di presentare un caso penale contro alcune persone che avrebbero aiutato a distribuire versioni piratate di migliaia di app per il sistema operativo Android di Google. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che finora 4 persone sono state accusate di crimini sul diritto d’autore per aver creato illegalmente versioni di app coperte da copyright o siti dove app a pagamento potevano essere scaricate gratis.

FONTE: ANSA.IT

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Microsoft-Foursquare, accordo da 15 mln

Microsoft-Foursquare, accordo da 15 mln

A poche ore dalla nomina del nuovo amministratore delegato Satya Nadella, primo colpo per Microsoft: ufficializza un accordo da 15 milioni di dollari con Foursquare, la popolare piattaforma e app di geolocalizzazione che incamera una serie di dati forniti dai suoi 45 milioni di utenti relativi a ristoranti, negozi e punti di interesse. Un bel know-how che Redmond potrà utilizzare a beneficio del motore di ricerca Bing e del potenziamento della sua piattaforma per dispositivi mobili.

FONTE: ANSA.IT

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Cec-Pac inidonea ai fini dell’Ini-Pec

PEC è acronimo di posta elettronica certificata. I messaggi trasmessi da un indirizzo di posta elettronica certificata ad un altro indirizzo di posta elettronica certificata hanno il medesimo valore (garanzia di ricezione e data certa di ricezione, coincidente con quella di invio) della raccomandata con ricevuta di ritorno.

Il progetto Cec-Pac, acronimo di “Comunicazione Elettronica Certificata tra Pubblica Amministrazione e Cittadini” (v. D.P.C.M. 6 maggio 2009) permette di creare, per i cittadini italiani che ne facciano richiesta, un canale di comunicazione chiuso con la pubblica amministrazione.

In altre parole il cittadino che fa richiesta di assegnazione di una casella gratuita del circuito Cec-Pac (contraddistinta dal dominio @postacertificata.gov.it), vede sostituire alla propria residenza fisica il domicilio informatico: una volta sottoscritto il contratto, il cittadino non riceverà più la notificazione di provvedimenti che lo riguardano presso la propria dimora, bensì esclusivamente all’indirizzo Cec-Pac (e quindi assume l’onere di verificare tempestivamente i messaggi).

Ai sensi dell’art. 4, comma 4 del D.P.C.M. 6 maggio 2009, è ammessa la proposizione di istanze da parte del cittadino tramite Cec-Pac senza apporre firme digitali.  Visto che il cittadino che richiede l’assegnazione della Cec-Pac viene personalmente identificato (dovendo sottoscrivere il contratto presso PosteItaliane) e, ai sensi del citato D.P.C.M., ha l’obbligo di usare personalmente l’indirizzo fornitogli, l’istanza risulta giuridicamente qualificata come sottoscritta con firma elettronica non qualificata.

L’Ini-Pec è l’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ai sensi dell’art. 6-bis del D. lgs. 7 marzo 2005 n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale) e del Decreto 19 marzo 2013, le imprese sono tenute a comunicare al Registro delle Imprese il proprio indirizzo di posta elettronica; i professionisti devono comunicarlo al proprio Ordine di appartenenza. Questi indirizzi PEC vengono raccolti, catalogati e aggiornati per formare appunto l’Indice Nazionale (consultabile sul sito internet http://www.inipec.gov.it).

L’indirizzo PEC presente sull’Indice Nazionale è utilizzabile quale domicilio informatico del soggetto titolare, che potrà ricevervi qualsiasi tipo di comunicazione (con valore giuridico di raccomandata A/R) ivi comprese le notificazioni degli atti giudiziari.

Date queste premesse può ben comprendersi quale utilità avrebbe rappresentato la fusione dei due progetti, ovvero dalla catalogazione nell’Ini-Pec degli indirizzi Cec-Pac. L’integrazione avrebbe permesso, fra l’altro, di estendere la notificabilità degli atti giudiziari non solo ad imprese e professionisti (oltre 5.000.000 di indirizzi), ma anche ai molti privati che da anni ormai hanno optato, evidentemente per propria comodità (frequenti trasferimenti ecc.), per la ricezione dei documenti che li riguardano in formato elettronico (e non cartaceo): notevoli risparmi di tempo, rimarchevoli accelerazioni dei processi ecc.

La scelta del Governo è stata nettamente opposta.

Secondo la circolare del 15 gennaio 2014 prot. 6391 del Ministero dello Sviluppo Economico vanno tenuti distinti i due progetti, cosicché il Cec-Pac può essere utilizzato solo per dialogare con la Pubblica Amministrazione e, sebbene si tratti a tutti gli effetti di una PEC, i professionisti e le imprese individuali debbono dotarsi di un altro indirizzo PEC per adempiere agli oneri di segnalazione Ini-Pec.

Nonostante tutto, ci pare un’occasione mancata.

Prof. Avv. Alessandro Cortesi

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In Italia l’e-Payment divide, 90% paga ancora cash

In Italia l’e-Payment divide, 90% paga ancora cash

In Italia è “e-Payment divide”: nel nostro paese il 91% dei pagamenti è in contanti contro il 60% dei francesi e il 69% degli inglesi che sono nella media Ue. Le stime del World Payments Report 2013 indicano che i pagamenti online e mobile cresceranno rispettivamente del 18% e del 58% entro il 2014. Per l’e-payment il volume delle transazioni raggiungerà 35 miliardi mentre saranno 29 miliardi le operazioni di m-payment, cioè da dispositivi mobili.

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Stato dell’informatizzazione della Giustizia

Due terzi dei Tribunali Italiani (67%) ed un terzo delle Corti d’Appello (38%) consentono il deposito telematico degli atti giudiziari in sostituzione di quello cartaceo.

L’obiettivo è ancora lontano se pensiamo che dal 30 giugno 2014 i depositi dei ricorsi per decreto ingiuntivo, delle memorie,  degli atti nelle procedure esecutive e fallimentari diverranno obbligatoriamente telematici.

Consapevole del ruolo centrale svolto dall’Avvocatura per l’attuazione del processo civile telematico, il Consiglio Nazionale Forense sta intensificando gli sforzi. La Cassa Forense sta raccogliendo dati dagli iscritti in un imponente sondaggio sulle dotazioni informatiche degli Studi e sulle conoscenze dei legali.

I dati sono tuttavia incoraggianti: nel 2013 659.000 provvedimenti giudiziali sono stati resi in forma nativa digitale, 319.000 depositi sono avvenuti in via telematica. Soprattutto oltre 12.000.000 di comunicazioni e notificazioni dalle Cancellerie hanno raggiunto gli studi legali tramite PEC e Consolle Avvocato.

I risparmi in termini di tempo e di risorse sono evidenti.

Prof. Avv. Alessandro Cortesi

FONTE: Diritto24.IlSole24Ore.com

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Con pirateria web a rischio 20mila posti

Con pirateria web a rischio 20mila posti

“I danni per la pirateria ammontano a circa tre miliardi in tre anni, metà per l’utilizzo illegale di contenuti audiovisivi e metà di software. Sono a rischio in tre anni 20mila posti di lavoro”. L’allarme è stato lanciato dal presidente di Confindustria Radio Tv, Rodolfo De Laurentiis ad un convegno sulla tutela del copyright. “In Italia – ha aggiunto – il tasso di pirateria è del 48% contro una media europea del 33% ed una mondiale del 45%”.

FONTE: ANSA.IT

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Crowdfunding: arriva il primo portale per le startup italiane

Crowdfunding: arriva il primo portale per le startup italiane

Finalmente si comincia. A sei mesi dall’approvazione del regolamento italiano per l’equity crowdfunding, norma che permette alle startup di raccogliere fondi online, la prima e unica società ad aver chiesto e ottenuto l’autorizzazione a operare come intermediaria comincia l’attività. Il portale si chiama StarsUp ed è stato approvato dalla Consob, l’ente che vigilia sui mercati finanziari.

FONTE: CORRIERE.IT

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