Informatica per tutti Blog

Information Technology Blog

Processo amministrativo telematico rinviato al 1 Gennaio 2017

Processo amministrativo telematico rinviato al 1 Gennaio 2017

E’ rinviato al 1° gennaio 2017 l’avvio a pieno regime del processo amministrativo telematico.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 151 del 30 giugno 2016 è stato infatti pubblicato il Decreto Legge 30 giugno 2016, n. 117, con il quale è stata disposta la “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative in materia di processo amministrativo telematico”.

Ricordiamo che il D.P.C.M. 16 Febbraio 2016 n. 40 aveva disposto l’avvio della sperimentazione del processo amministrativo telematico a partire dal 4 aprile fino al 30 giugno 2016.

Con il Decreto Legge approvato ieri la fase di sperimentazione viene prorogata fino al 31 dicembre 2016.

(Altalex, 1° luglio 2016)

More

UberPitch cerca talenti anche in Italia

UberPitch cerca talenti anche in Italia

Al via UberPITCH, la sfida europea per gli startupper che vogliono migliorare la vita nelle città. E’ una specie di contest con cui l’azienda californiana intende raccogliere progetti di business che abbiano come finalità il miglioramento della vita nelle città. Si svolgerà in 37 città di 21 paesi in tutta Europa, in Italia si terrà a Milano lunedì 30 maggio e a Roma mercoledì 1 giugno. I portavoce delle migliori idee avranno la possibilità di discuterne a Berlino con il Ceo di Uber, Travis Kalanick.

“Ogni giorno Uber connette milioni di persone, aiutandole a muoversi nella propria città – dice Kalanick -. Queste sono le comunità dove lavoriamo, investiamo e viviamo che ci ricordano quanto spirito imprenditoriale ci sia in tutta Europa. Gli innovatori non devono aver paura di raccontare la propria idea per questo ci auguriamo che UberPITCH possa creare opportunità uniche”. Ai candidati selezionati sarà inviato un apposito codice che consentirà loro di prenotare un’auto e far partire una corsa di circa 10 minuti durante la quale potranno “pitchare” la loro idea di business a dei professionisti e ricevere un feedback e consigli sul progetto nei minuti successivi. Per questo compito in Italia Uber si affiderà ai professionisti di United Ventures, partner del progetto.

Chiunque avesse un’idea può candidarsi a partire da oggi fino a giovedì 26 maggio, semplicemente compilando un modulo online a questo indirizzo per la tappa di Milano, e a questo per la tappa di Roma.

FONTE: Ansa.it

More

L’intelligenza artificiale a supporto delle professioni legali

L’intelligenza artificiale a supporto delle professioni legali

Come riporta il sito internet Futurism.com (http://futurism.com/artificially-intelligent-lawyer-ross-hired-first-official-law-firm/) nella law firm statunitense Baker & Hostetler le pratiche concorsuali vengono gestite con l’aiuto di Ross, il primo avvocato (virtuale) dotato di intelligenza artificiale (basato sul computer cognitivo Watson di IBM).

Ross riceve domande  in lingua naturale inglese, effettua in piena autonomia ricerche, formula ipotesi e genera risposte in funzione dei precedenti giurisprudenziali e dottrinali individuati.

Ross può apprendere dalle interazioni che ha con gli umani (così aumentando la velocità e la qualità delle risposte) e monitorare gli sviluppi nelle fonti.

Si sta realizzando, quindi, quanto andiamo predicando da tempo nelle nostre lezioni: anche le professioni legali, fra non troppi anni, impatteranno fortemente con l’intelligenza artificiale.

Prof. Avv. Alessandro Cortesi

More

Trent’anni fa Italia si collegò a Internet

Trent’anni fa Italia si collegò a Internet

Trent’anni fa un gruppo di entusiasti pionieri collegò l’Italia a Internet, tra i primi paesi in Europa. Era il 30 aprile del 1986: il segnale partì dal Centro universitario per il calcolo elettronico del Cnr di Pisa (Cnuce) e arrivò alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania. La notizia fu oscurata dal disastro di Chernobyl avvenuto pochi giorni prima, ma fu davvero l’inizio di una storia nuova e molto prima che Internet diventasse dominio di tutti, agli inizi degli anni Novanta. Un primato che il nostro paese ha perso.

“Non immaginavamo che da lì sarebbe partito un processo che ha portato tre miliardi di persone a collegarsi nel mondo e che quello fosse l’inizio della società dell’informazione”, spiega all’ANSAStefano Trumpy, a quel tempo direttore del Cnuce e uno degli ‘evangelisti’ che portò il nostro paese a quel traguardo storico. Insieme a lui c’erano Luciano Lenzini, appassionato scienziato e ‘architetto’ del progetto; Antonio Blasco Bonito e Marco Sommani, cuore tecnico di quell’avventura.

Il progetto fu realizzato in sinergia tra Cnr-Cnuce, Italcable e Telespazio; per il collegamento fu usata la rete satellitare atlantica Satnet.

Dietro quel risultato c’era però un lungo lavoro di preparazione iniziato negli anni Settanta in concomitanza con lo sviluppo di Arpanet (la rete della difesa militare americana), la stretta collaborazione con alcuni padri di Internet come Robert Khan e Vinton Cerf e la lungimiranza dei ricercatori italiani: avevano intuito che grandi macchine di calcolo avrebbero avuto un’influenza straordinaria nella trasmissione di informazioni e contenuti.

“Ma non andò sempre tutto liscio, ci furono anche momenti di pessimismo cosmico alla Leopardi – racconta all’ANSA Luciano Lenzini -. Dopo il via libera del Cnr al progetto da 510 milioni dagli Stati Uniti ci fecero sapere che bisognava cambiare hardware: chiedevano di inserire il Butterfly gateway, che aveva oltre 200 processori a bordo. Era il 1984 e io decisi di gettare la spugna”. Dopo qualche giorno Lenzini comunica la decisione, a Washington, nel corso di una riunione del Board che gestiva la sperimentazione di Internet in Europa. “Accadde una cosa che nessuno si aspettava – continua -. Robert Khan parlò con Vinton Cerf e decisero di regalarci il Butterfly gateway. Facemmo i salti di gioia”.

Una decisione che testimoniava la stima per quell’appassionato gruppo di ricercatori di lungo corso. “Internet non è piovuto al Cnuce per caso, a Pisa c’era un gruppo di ricerca tra i più avanzati in Europa. Questa non è stata un’operazione tecnologica ma una grossa operazione culturale” sottolinea Luciano Lenzini che aggiunge: “Eravamo il quarto nodo europeo insieme a Gran Bretagna, Norvegia e Germania ora siamo quart’ultimi in Europa per diffusione e utilizzo della rete. La mia speranza è che con questo annuncio sulla banda larga si vada avanti”.

“Ci vuole una somma di sforzi per diffondere sensibilità e pratica dei temi che riguardano il digitale – osserva Stefano Trumpy -. Possiamo recuperare terreno ma c’è bisogno di uno sforzo a tutti i livelli, anche nelle scuole. In Italia bisogna mettere in piedi una gestione ‘multistakeholder’, cioè una sinergia tra governo, privati, settore tecnico e società civile. E’ stato promesso dal Ministero per lo sviluppo economico ma non si è ancora fatto, bisogna spingere su questo”.

Per ricordare il giorno in cui “l’Italia scoprì Internet” ci saranno in tutto il paese iniziative nelle scuole, nelle regioni e una celebrazione nella sede del Cnr di Pisa il 29 aprile. In occasione dell’Internet Day italiano, il premier lancerà dalla città toscana il primo bando sulla banda larga.

FONTE: ANSA

More

Cyberbullismo, ci sarà anche sequestro smartphone

Cyberbullismo, ci sarà anche sequestro smartphone

Il cyberbullismo potrebbe presto diventare un reato specifico, con pene da sei mesi a cinque anni di carcere, se commesso da un maggiorenne, mentre potrebbe condurre al sequestro dello smartphone del “bullo” se questi è un minore. E’ quanto prevedono alcuni emendamenti della presidente della Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, sottoscritti da tutto il gruppo Dem della stessa commissione, al ddl sul cyberbullismo giunto dal Senato.

Il testo approvato da Palazzo Madama comprende misure di prevenzione di questo fenomeno, mentre in commissione Giustizia si vogliono introdurre anche misure di contrasto e repressione.

Dalle audizioni è emerso il fenomeno del bullismo e del cyberbulismo da parte di maggiorenni, tra i 18 e i 20-21 anni, a danno dei minori o di coetanei. Quando i comportamenti vessatori vengono effettuati con i social o con mezzi informatici scatta appunto il cyberbullismo. Qui gli emendamenti distinguono a seconda dell’età dell’autore di questi comportamenti e della vittima. Se il cyber-bullo è un minore l’intervento punitivo viene graduato fino all’ammonimento da parte del Questore, fino al sequestro del “dispositivo”, vale a dire del computer, tablet o smartphone usato dal cyber-bullo, anche se esso “appartiene a terzi”, per esempio ai genitori. Quando questi comportamenti sono compiuti da maggiorenni puo’ scattare il reato penale “punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”.

FONTE: ANSA.IT

More

Apple aggiorna iOS, l’iPhone ci farà dormire meglio

Apple aggiorna iOS, l’iPhone ci farà dormire meglio

Dopo la presentazione di ieri sera dal palco del campus di Cupertino, Apple ha reso disponibile per tutti l’aggiornamento del sistema operativo di iPhone e iPad. Tra le novità dell’iOS 9.3, spicca il fatto che i dispositivi mobili della Mela ora concilieranno il sonno. L’aggiornamento introduce infatti la funzione “Night Shift”, che la sera cambia i colori del display di smartphone e tablet spostandoli verso le gradazioni più calde dello spettro luminoso. Questo evita l’esposizione nelle ore serali alla luce blu, che – spiega Apple – secondo molti studi può influire sui ritmi circadiani e ritardare il sonno.

Con l’aggiornamento l’applicazione “Note” consente all’utente di proteggere l’accesso agli appunti contenenti informazioni sensibili attraverso una password o l’impronta digitale. Apple ha poi migliorato la app Salute per aiutare gli utenti a scoprire nuove applicazioni utili. In sezioni come Peso, Allenamento e Sonno c’è un nuovo menu per trovare le app da aggiungere al quadro dati.

Altre novità riguardano l’istruzione, con nuovi strumenti per la didattica, e Car Play, il sistema che consente di controllare l’iPhone dal display dell’auto e che ora arricchisce la fruizione musicale.

FONTE: ANSA.IT

More

Apple, il 21 marzo nuovi iPhone e iPad

Apple, il 21 marzo nuovi iPhone e iPad

Un iPhone più “piccolo”, un iPad Pro da 9,7 pollici e nuovi cinturini per l’Apple Watch. Sono queste le novità più attese che Apple potrebbe svelare nell’evento primaverile di cui ha appena ufficializzato la data: 21 marzo.

Evento che cadrà alla vigilia dell’udienza in tribunale in cui la compagnia di Cupertino dovrà motivare il suo “no” alle richieste dell’Fbi sulla creazione di un software per sbloccare l’iPhone del killer di San Bernardino.

Le indiscrezioni sui nuovi dispositivi della Mela morsicata pronti al lancio si moltiplicano in rete da mesi. Una delle novità più gettonate è un nuovo iPhone con schermo da 4 pollici, più piccolo dei modelli attuali.

Secondo il blog 9to5Mac dovrebbe chiamarsi iPhone SE piuttosto che 5SE o 6C. Non si tratterà di un “melafonino” low cost perché ingloberà un mix di caratteristiche tecniche degli attuali iPhone 6 e 6S (come il potente processore A9, secondo Bloomberg) nel “corpo” di un iPhone 5. Apple dovrebbe inoltre svelare un iPad Pro da 9,7 pollici, con funzioni e accessori pensati per un uso sempre più avanzato e professionale.

Secondo il sito TechCrunch il 21 marzo non vedremo invece una nuova versione dell’Apple Watch, come inizialmente si ipotizzava. Per 9to5Mac arriveranno piuttosto nuovi cinturini, con un’aggiunta di colori e materiali, e magari nuove linee disegnate in collaborazione con marchi d’alta moda.

FONTE: ANSA.IT

More

Privacy, sfida dei colossi hi-tech Usa

Privacy, sfida dei colossi hi-tech Usa

Alcuni fra i maggiori colossi hi-tech americani, fra cui Google, Facebook e Snapchat, stanno sviluppando nuove tecnologie per proteggere la privacy dei loro utenti in un altro capitolo della “battaglia” fra l’amministrazione Obama e la Silicon Valley sul criptaggio. E’ quanto rivela il Guardian online, secondo cui i progetti delle multinazionali potrebbero entrare in conflitto con le autorità Usa, già impegnate nel braccio di ferro con la Apple per lo sblocco dell’iPhone del killer di San Bernardino. Facebook è pronta, nel giro di qualche settimana, a proteggere con un sistema di criptaggio anche le chiamate vocali sul servizio di chat WhatsApp, mentre Google sta lavorando per potenziare la privacy delle sue email.

FONTE: ANSA.IT

More

Facebook in 10 numeri incredibili

Facebook in 10 numeri incredibili

1 MILIARDO E 591 MILIONI

Quante persone usano Facebook? 1,591 miliardi di utenti attivi al mese (dato aggiornato al 27 gennaio 2016), cioè il 38% della popolazione online. 1,038 miliardi di persone lo usano tutti i giorni e di queste il 90% lo usa (anche) dal cellulare.

11,96 DOLLARI (10,94 EURO)

È il valore medio di un utente di Facebook, in base ai guadagni del social network nel 2015 (17,93 miliardi di dollari di fatturato).

83 MILIONI

Sono i profili falsi su Facebook nel 2012 secondo la CNN. Nel 2014 sarebbero addirittura aumentati a 137,76 milioni. Ma il social network ha creato una task force per stanarli e cancellarli.

61 SU 100 

In media, il 61 per cento degli utenti globali controlla Facebook, almeno una volta al giorno. Negli Stati Uniti lo fa il 70 per cento degli utenti e in Canada, il 74 per cento, cioè 3 utenti su 4.

4.166.000

È numero dei “mi piace” (likes) al minuto su Facebook.

PIÙ DI 4 MILIONI

Sono i like ricevuti dalla foto del Presidente Obama, dopo aver vinto le elezioni del 2012. La foto (in basso) lo ritrae abbracciato con la moglie Michelle e si intitola “altri 4 anni”. È la foto che ha ricevuto più apprezzamenti nella storia del social network (e forse non solo in quella).

obama.900x600

64 SU 100

64% la percentuale di utenti Facebook che usa i “mi piace”. Mettere un “like” è l’operazione più diffusa tra gli iscritti. Seguono: guardare video (50% degli utenti), mandare messaggi agli amici (48%), commentare una foto o un video (47%), leggere un articolo (46%), commentare uno status (43%), entrare solo per vedere che succede senza far nulla (42%) e infine, aggiornare il proprio status (33% degli utenti).

20 MINUTI AL GIORNO

Il tempo medio speso da un utente su Facebook (il doppio negli Usa). Se il tempo è denaro, allora Facebook rappresenta il sito Internet di maggior valore oggi.

3,57

Sono i gradi di separazione tra gli utenti Facebook nel mondo. Secondo il sociologo Frigyes Karinthy tra ogni abitante del pianeta ci sono al massimo “sei gradi di separazione”: cioè tra due sconosciuti ci sarebbero al massimo cinque intermediari che li legano. Ma secondo Facebook, a seconda di come si vuole fare il conteggio, il numero reale, con riferimento agli intermediari o ai collegamenti, è tra i 3,57 o 4,57 gradi di separazione. Dunque il social network abbatte le barriere.

83%

È la percentuale di genitori che sono amici dei loro figli adolescenti su Facebook secondo il Pew Research Center. Su Twitter invece “solo” il 33% dei genitori è follower dei propri figli.

FONTE: FOCUS.IT

More

Scontro Apple-Fbi, anche Microsoft appoggia Cupertino

Scontro Apple-Fbi, anche Microsoft appoggia Cupertino

Microsoft si appresta ad appoggiare Apple nel braccio di ferro con l’Fbi per la richiesta di sblocco dell’iPhone. Lo ha riportato la Cnbc, sottolineando che l’azienda di Redmond dovrebbe presentare una documentazione a sostegno di Cupertino. La decisione di Microsoft sembra in controtendenza rispetto a quella del suo fondatore Bill Gates, che nei giorni scorsi si è schierato con l’Fbi. ”C’è bisogno di una legge del 21mo secolo per affrontare problemi del 21mo secolo”, afferma Microsoft.

Al fianco dell’azienda guidata da Tim Cook sono scesi in campo anche Google e Twitter, secondo la Cnbc i due colossi presenteranno in tribunale mozioni a sostegno.

Nel frattempo Apple ha arruolato uno degli sviluppatori di Signal, la chat preferita da Edward Snowden per la sua sicurezza. Si chiama Frederic Jacobs e ha annunciato su Twitter il passaggio al team CoreOs di Apple da questa estate.

Non è chiaro il ruolo che sarà ricoperto dallo sviluppatore, ma questa notizia diventa significativa in un clima di scontro con l’Fbi per lo sblocco dell’iPhone del killer di San Bernardino. E dopo l’intenzione di Apple di voler alzare il livello di sicurezza di iPhone e iCloud.Signal usa un sistema di comunicazione criptata ed è stata approvata anche dalla Electronic Frontier Foundation (EFF), l’organizzazione mondiale non profit che si occupa di diritti digitali.

Ieri Apple, nella documentazione depositata in tribunale con la quale spiega il suo rifiuto alla richiesta dell’Fbi di sbloccare l’iPhone del killer di San Bernardino, ha ribadito che gli Stati Uniti non possono forzare la società a sbloccare gli iPhone dei terroristi. La richiesta, si legge, ‘‘viola i diritti costituzionali”.

Sempre ieri, l’azienda californiana ha chiesto al giudice di annullare l’ordine per lo sblocco dell’iPhone del killer di San Bernardino. L’Fbi – ha denunciato Cupertino – sta cercando di acquisire un ”potere pericoloso” tramite i tribunali.

FONTE: ANSA.IT

More